Il diario da Gaza di Meri Calvelli, cooperante italiana.

Gaza 13 luglio 2014 – 6° giorno

E’ una citta’ fantasma Gaza in queste ore, strade deserte la gente nelle case o nelle scuole. Hanno ricevuto l’ultimatum dall’esercito di andarsene dalle loro case, per cominciare la grande pulizia del territorio al nord della striscia al confine con “Erez israel”. Non tutti hanno voluto evacuare le abitazioni, come ha intimato l’esercito israeliano molti non vogliono andare via, non ce la fanno, sono troppi in famiglia e dove vanno poi? “questo mi dice l’ingegnere Yunis di Beit Lahya,, un lavoratore della Municipalita’.” La mia famiglia e’ numerosa, abbiamo persone anziane bambini piccoli, dove li porto dove ci mettiamo? non c’e’ un posto sicuro a Gaza. nel 2008 – 2009 durante piombo fuso molte scuole vennero colpite nello stesso modo se non peggio con fosforo bianco a questo punto preferiamo morire nella nostra casa”.
Molti abitanti la pensano così, cristiani, mussulmani, non se ne vogliono andare via dalle proprie case. Hamas ha detto di non uscire, così come lo ha detto abumazen ma questo e’ anche quello che pensano in molti. In queste ore comunque 4000 persone si sono mosse verso le scuole dell’UNRWA (Nazioni Unite) cha hanno aperto alcune scuole alla popolazione. Intanto questa mattina i militari non hanno dato il permesso di entrata a Gaza al “Commissario generale” dell’UNRWA.
L’esercito ha previsto nelle prossime ore, un forte attacco militare per “ripulire” l’area e prepararsi a prendere posizione per l’ operazione di terra, per la quale hanno bisogno molte ore di preparazione.

Gaza, 14 luglio 2014 7° giorno Operazione “Protective edge”

70 morti il bilancio delle vittime fino ad oggi, oltre 1800 feriti, 500 case distrutte, caos e paura in tutta la Striscia di Gaza. Situazione umanitaria difficile con carenza soprattutto di medicinali nei maggiori ospedali. Sfollate migliaia di persone durante la giornata di ieri, nell’area nord della zona di Beit Lahya per l’imminente entrata via terra dell’esercito israeliano.

Le persone uscite dalle case, circa 2000, sono state alloggiate nelle scuole dell’UNRWA aperte a questo scopo non particolarmente organizzate per accogliere così tanta gente. La gente che e’ fuggita non ha portato niente con se, molti sono usciti anche senza le scarpe, trasportati dai ciuchi e il carretto fino a destinazione.

Ieri pero’ dopo tante ore di tensione e molti bombardamenti su tutta la striscia, non si e’ verificata la “pulizia del territorio” di Atatra, come preannunciato dagli israeliani. Vuoi per la grande attenzione mediatica (centinaia di giornalisti di tutto il mondo presenti nella striscia), vuoi perché’ molti degli abitanti si sono rifiutati di uscire dalle case per far posto alla distruzione israeliana, i temuti attacchi a tappeto non si sono fortunatamente verificati. La notte e’ trascorsa in modo relativamente “tranquillo”, qualche attacco su Gaza City alle strutture governative già’ bombardate, tanto per fare qualcosa.

Sembra quasi che abbiano preso tempo per far calare l’ attenzione e la tensione, frenati dall’incontro dei paesi per la mediazione e per lo studio delle mosse che seguiranno.

Inoltre non si e’ ancora conclusa completamente l’evacuazione dei 800 palestinesi cittadini stranieri dei paesi di canada, inghilterra, america.

Molte volte la propaganda gioca il ruolo maggiore per influire psicologicamente sulla strategia e la realtà’ dei fatti

Per il momento stanno parlando le armi della marina che lanciano missili indiscriminati su tutta la costa verso nessun obiettivo, volano bassi gli F16.

Vedremo che cosa succedera’ nelle prossime ore

Gaza, 15 luglio 2014 – 8° giorno Operazione “protettive edge”

Per un attimo ieri i media di tutto il mondo parlavano di un possibile accordo e di una tregua immediata tra Hamas e israeliani. In realtà’ nessuno fino a questo momento ha interpellato la parte in causa. Nessun ufficiale o “dialogatore”, sia esso egiziano o israeliano o mediatore europeo/americano, ha avvicinato portavoci del governo palestinese o delle fazioni di Hamas o Jhiad islamica. Nessuna proposta concreta quindi e nessuna richiesta di negoziazione di una tregua sul territorio. Fino a questa notte ci sono stati raid aerei e lanci di missili attacchi dal mare e da terra. 11 le vittime di questa notte fino a questa mattina 2 anziani un uomo e una donna. La mattina e’ già’ cominciata con un attacco a Zeitun a Gaza city, dove hanno colpito da pochi minuti la casa dell’ex ministro della sanità’; ferito un giornalista del New York Time. Colpita anche la casa di un miliziano del Qassam al campo di Shati.
Si risveglia cosi quindi la giornata che sembrava potesse avere risvolti positivi.
Ahmad Bahar, portavoce del Parlamento palestinese di gaza e cisgiordania, hanno delle condizioni per i termini della tregua, che non sono state ancora stabilite. I termini richiedono apertura delle frontiere, liberazione dei prigionieri che erano stati rilasciati con lo scambio di Shalit, fine degli attacchi in Gaza e Cisgiordania e degli arresti a Gerusalemme. con una garanzia scritta e reale.
Le forze di Hamas non accettano di avere una tregua se non esiste un vero e proprio accordo scritto e confermato prima della fine delle ostilità’.
Dalle 7 di questa mattina si e’ riunito il gabinetto israeliano
Le fonti ufficiali del ministero della sanita’ palestinese riportano 189 morti e 1400 feriti; 540 case totalmente distrutte, 4 300 case parzialmente distrutte e e altre 530 case non agibili, dall’inizio dell’attacco militare.
La situazione umanitaria e’ purtroppo nel pieno della crisi e i bombardamenti continuano.

Gaza, 16 luglio 2014 – 9° giorno Operazione Protective edge”

Dopo la frettolosa tregua unilaterale alla quale egiziani e israeliani si sono “dimenticati” di avvisare la parte in causa delle forze di Gaza e soprattutto non hanno accennato nessun termine per il cessate il fuoco, sono continuate le attività’ militari. Israele ha accettato immediatamente la proposta di tregua, rivolta principalmente ai media internazionali che in questo momento salta fuori che non e’ stata assolutamente discussa e prende la palla al balzo per continuare i pesanti bombardamenti su tutta la striscia di Gaza. Hanno iniziato a tappeto dal nord al sud a passare in rassegna molte abitazioni e strutture. Distrutte le case di Ministri ed ex Ministri di Hamas durante la notte; colpito il 4° piano dell’ospedale Al Wafah con molti anziani dentro e presidiato da internazionali. L’esercito ha chiamato il direttore dell’ospedale per evacuare entro questa mattina alle 8. L’esercito ha inoltre intimato di uscire a circa 100.000 persone in tutte le aree della striscia. Molti abitanti del centro di Gaza sono stati avvisati dalle telefonate registrate dall’esercito di allontanarsi in piena notte dalle proprie abitazioni perche’ dovevano effettuare dei bombardamenti sui tetti di alcuni stabili.

Intanto le vittima sono salite a 200 molti i civili feriti anche in queste ultime ore.

Gaza, 17 luglio 2014 10° giorno Operazione “Protective edge”

“Tregua umanitaria” e’ definita quella accordata per fermare i fuochi e la distruzione durata 10 giorni. Un cessate il fuoco che non e’ arrivato a nessun accordo concreto e duraturo ma che ha necessita’ di vedere che cosa ha portato questa furia violenta di bombe. Questa ultima giornata e nottata si e’ distinta per la violenza che i civili hanno pagato senza senso. Ieri una furia di uccisioni sui civili, droni e tank shell sulla folla, lontana da obiettivi sensibili ma target inconsapevoli dl fuoco dell’odio. 4 bambini che giocavano per un attimo di pausa, sono stati centrati in pieno da due missili della marina sulla spiaggia del porticciolo di Gaza, dietro al Adam Hotel, uno dei 7 hotel presenti sul lungo mare della striscia di Gaza, sotto gli occhi dei giornalisti di tutto il mondo.
Uccisioni, distruzioni e bombe sono continuate tutta la notte con 45 raid aerei, centinaia di shell provenienti sia dalle navi che dai carri armati. 13 le case distrutte solo questa notte.
Anche adesso qualche ora prima dell’inizio della tregua, stanno continuando lanci di missili da Gaza (uno e’ arrivato ad Haifa) e altri raid su tutta la striscia; decine i feriti di queste ultime ore. Scontro anche al confine tra militari e combattenti palestinesi, 5 morti.
Dalle 10 alle 15 si fermerà’ dunque la tempesta di fuoco, si osserveranno i danni e poi ……ancora non si sa.

Gaza 18 luglio 2014 11° giorno Operazione “Protective edge” – incursioni notturne nella striscia di Gaza

Dopo le 5 ore di cessate il fuoco che hanno dato respiro alla popolazione durante la giornata di ieri, non si e’ più’ avuto notizie su incontri, accordi e tregue in corso tra egitto, hamas e israele. L’esercito militare ad un certo punto ha iniziato il previsto attacco militare più’ forte e aggressivo. “l’invasione di terra”, che come nell’immaginario di tutti i media internazionali, doveva essere una invasione di soldatini che entrano in forze con carri armati dentro la citta’ facendo arresti e scacciando il nemico. In realtà’ sono state incursioni che Israele ha preparato in questi giorni e praticato per tutta la notte in modo aggressivo e determinato lungo tutto il confine. Con violenza maggiore e assurda verso tutta la popolazione civile, senza nessun problema sui danni che man mano ha creato.

Sono entrati di 300 metri lungo la zona di sicurezza dal nord al sud, con molti carri armati che per tutta la notte non hanno smesso di bersagliare le case lungo il confine. Aiutati maggiormente dall’aviazione hanno tirato sulle case di civili e bombardato terreni in cerca di tunnel. Tagliando l’elettricita’ in tutta la striscia, per creare l’atmosfera di terrore e disorientare il nemico, sono avanzati e arretrati a tratti; hanno tirato gas lacrimogeni, per coprire l’avanzamento e intossicato decine di persone. 2 nel sud sono morti per soffocamento, perché il gas e’ entrato nella casa.

In situazione normale queste operazioni sono considerate di routin, la chiamano “levelling operation”, livellamento del terreno, scavi che monitorano la presenza eventuale di tunnels. A rimetterci in genere sono i contadini dei terreni più’ vicini alla buffer zone. In questo caso aumentando la dose di mezzi militari, soldati richiamati al confine (circa 40.000), l’operazione allargata a ventaglio ha coinvolto un numero maggior di popolazione. Ora le famiglie che hanno perduto le case su quel confine stanno appoggiate in abitazioni di vicini; la situazione umanitaria’ sta allargandosi a macchia d’olio e nei prossimi giorni potrebbe diventare una catastrofe enorme, considerato l’alto numero degli sfollati previsti ai quali e’ stato richiesto di abbandonare le case.

In questo momento la situazione e’ ancora incerta, l’esercito ha fatto solo qualche tafferuglio con le forze di Hamas che ora hanno diretto i missili non in profondità’ ma verso il confine. L’IDF e’ incerta sul da farsi entrare nella Striscia e’ un rischio e dovrebbe fare ancora più’ vittime sia tra la popolazione di gaza ma anche tra di loro. L’intervento diplomatico può’ essere l’unica soluzione a questo caos. Prendere in considerazione le proposte di tregua dei Palestinesi che sono: fine dell’embargo, apertura delle frontiere, lasciare i palestinesi vivere la loro vita senza intromissioni, occupazione e colonizzazione.

Se la Comunita’ Internazionale recepisce, questo conflitto finisce in poco tempo.

Gaza 19 Luglio 2014 – 12° giorno Operazione “Protective edge”

L’esercito israeliano preferisce la notte per colpire le case dei civili, gli occhi delle telecamere dei media mondiali, che sono presenti qui a Gaza non hanno così’ l’opportunità’ di vedere in diretta l’orrore di questa guerra che combatte per la “sicurezza” di Israele. Ai media e all’opinione pubblica mondiale basteranno le dichiarazioni dei rappresentanti israeliani all’ONU che dichiarano con noncuranza che Israele vuole la pace e vuole salvare la vita ai palestinesi.

Intanto ieri in poche ore hanno fatto decine di vittime; un altra intera famiglia sterninata A Beit Hanoun 5 persone, tra cui 2 donne e un bambino; una moschea a Khan Younis con i fedeli in preghiera attaccata da un raid aereo 9 i morti, decine i feriti (3 dei quali della stessa famiglia)
In queste ultime ore un altra famiglia di beit lahya colpita e sterminata 8 morti e 7 feriti, (un bambino di 11 mesi e uno di 3 anni.

In tutte le aree di confine dove hanno condotto le operazioni di “incursione e livellamento”, hanno sparato cannonate sulle case della gente. Abbiamo raggiunto telefonicamente molte persone che chiedevano aiuto per gli spostamenti. A tuffah (area est di gaza) una intera palazzina e’ stata attaccata dei tank shell ininterrottamente; le famiglie sono state costrette a fuggire e rimanere in strada per ore sotto i colpi delle cannonate.

E dopo l’evacuazione dell’ospedale Al Wafa, e’ stato colpito anche l’ospedale Kamal Adwan, jabalia.

Decine di feriti arrivano ogni ora negli ospedali di Gaza, ormai pieni di emergenza e in necessita’ di medicinali per i soccorsi.

Sono saliti i numeri delle persone sfollate dalle case e rifugiate presso le scuole dell’UNRWA aperte per raccogliere la popolazione. Sono attualmente 23.000 le persone dentro le scuole che hanno bisogno di cibo di emergenza e altra assistenza ma in queste ore il numero sara’ destinato a salire di molto. Sono oltre 100.000 le persone che sono state avvisate dai militari nei giorni scorsi ad abbandonare le proprie case.

Intanto continuano anche questa mattina, attacchi di droni e artiglieria senza sosta.

Abbiamo notato un comune denominatore negli attacchi: l’esercito ha scelto di sterminare famiglie intere, con donne e bambini, proprio come nelle dichiarazioni e indicazioni della destra israeliana; Ayele Shaked parlamentare del partito di destra israeliano “casa ebraica” ha dichiarato qualche giorno fa che devono essere sterminati i bambini palestinesi e le madri che partoriscono “piccoli serpenti” (dal Jerusalem Post: http://www.jpost.com/Operation-Protective-Edge/Erdogan-Ayelet-Shaked-has-same-mindset-as-Hitler-362877 )

Sono 307 i morti dall’inizio dell’Operazione “Protective edge” – Oggi Ban Ki Mun in Medio Oriente

Gaza, 20 luglio 2014 13° giorno Operazione “Protective edge”

Impossibile avvicinarsi, impossibile fermare la strage che stanno compiendo in alcune zone di Gaza; in particolare Shajayya e’ sotto il fuoco israeliano degli aerei da guerra e delle cannonate, che stanno ripetutamente attaccando abitazioni civili con la popolazione rinchiusa dentro. Una intera famiglia sterminata, l’ennesima, famiglia che appartiene ad hamas, donne, bambini, anziani. …. E stata la notte del terrore nei cieli, aerei da guerra che prendevano la rincorsa su tutta la striscia e lanciavano alla fine della corsa sull’area di turno. Ovunque bombe e attacchi, fuoco e terrore nelle zone di confine, ad est come a sud. Cannonate lungo tutto il confine.
Sono oltre 360 i morti palestinesi e 2670 i feriti che aumentano di ora in ora. Nelle prime ore del mattino sono stati uccisi altri 2 soldati israeliani che si aggiungono ai 5 uccisi in questi 2 giorni di operazione di terra; ed e’ notizia di adesso di un agguato a 2 tank israeliani, non verificate le vittime si parla di oltre 10 soldati.
La mezza luna rossa non ha più’ risposto alle chiamate della gente perché’ completamente impossibilita a intervenire.
Il combattimento su alcune aree sta allargandosi; l’esercito israeliano ha dichiarato che entrera’ in ogni zona della Striscia di Gaza ma questo lo sta già’ facendo dall’inizio dell’operazione. I combattimenti di terra non permettono il movimento delle ambulanze e la popolazione civile rimane intrappolata sotto i continui bombardamenti che si svolgono man mano che l’esercito procede nell’entrata. Dalle TV in live si vedono zone che bruciano e il fumo sta ricoprendo molte aree della Striscia di Gaza.
I combattimenti sono nel pieno delle attività’ e’ guerra totale non si sa quali saranno le conseguenze e la fine di questo delirio.
E’ un massacro senza precedenti che non risparmia nessuno. Non sono solo i terroristi a rimanere vittime di questo attacco, purtroppo sono i civili che ne pagano tutte le colpe e le prospettive di fine sono assolutamente lontane dalla fine e soluzione.
Oggi negoziatori in Qatar (Meshahal e Abu Mazen) e al Cairo (Mogherini Min. Est. Italiano e Fabious Min. Est. Francese)
Sul tavolo, il cessate il fuoco, che purtroppo nessuno vuole e le richieste di uscire dall’embargo e la chiusura della Striscia di Gaza

Gaza 20 luglio – pomeriggio 13° giorno

Nessuna tregua umanitaria di 2 ore, concordata; e’ stato solo un pericoloso abbocco per giornalisti e ambulanze che dopo “12 ore” sono riusciti a raggiungere il quartiere di Shajayya, dove queste notte si e’ consumato il massacro di civili, bombardati e strabombardati, schiacciati dentro le loro case, morti dissanguati, non raccolti….ora sotto il caldo, sono già’ in putrefazione. Decine di ambulanze e giornalisti sono arrivati…..con troppo ritardo a prestare i soccorsi ormai inutili, la gente e’ arrabbiata e raccoglie i resti dei trucidati.
Sono tanto arrabbiati che se la prendono con tutti, sparano in aria, urlano per la disperazione…..dove erano i media mondiali questa notte per documentare e fermare questo massacro…… Nessuno di noi e’ realmente responsabile, ma la rabbia per la perdita di figli, padri, madri e’ troppo grande. Estraggono i corpi 40…50 ..60…. ancora non sappiamo sono quasi tutti donne bambini e anziani….tutti pericolosi terroristi…
Il mondo sta a guardare davanti ai media internazionali, discutendo delle meglio strategie tattiche militari degli uni e degli altri che in questo momento si confrontano con le armi, e lasciano i civili morire senza essere raccolti…….
Non e’ giusto, non potra’ mai risolversi niente così, l’impotenza e’ enorme anche da questa parte.
Intanto riprendono immediatamente i bombardamenti, tutti scappano di nuovo. Le famiglie numerose con tanti bambini al seguito; poche cose prese prima di fuggire da casa….un altra notte di terrore li attende ; una notte per strada, con le bombe che picchiano sulle loro case ormai strabombardate.
85.000 sfollati senza acqua cibo e beni di necessita’ primaria;
420 morti (provvisorio)
2700 feriti
oltre 600 le case distrutte
Questi sono tutti numeri destinati solo a crescere, purtroppo…..per fermarsi ci vorrebbe testa e volontà’….non e’ questo il caso.

GAZA, 21 luglio 2014 – 14° giorno Operazione “Protective edge”

La giornata orribile di ieri non potrà’ essere dimenticata dalle centinaia di persone che sono riuscite ad uscire dall’inferno di Shajayya, dove, dalla notte precedente hanno vissuto ore di distruzione e morte dentro le loro case. Il maledetto numero sempre in aumento di vittime, le immagini dei feriti che sfilano nelle ambulanze, i corpi ammassati morti dissanguati, perché’ le ambulanze sono riuscite ad entrare solo molte ore dopo, quando ormai era troppo tardi, da il quadro disperato e quotidiano della situazione a Gaza.
101 i morti totali solo ieri, centinaia i feriti. Non e’ stata proprio una “operazione chirurgica e mirata”; addirittura l’americano Kerry ha dovuto commentare l’esagerato attacco. Ma l’operazione va avanti, anche ieri sera, dopo l’ftar (alle 20 locali, ) quando era da poco finita la giornata di digiuno per il Ramadan, una intera palazzina di 4 piani e’ stata fatta saltare nella zona di Khan Younis: Bani Sweilah; il proprietario, un poliziotto di Hamas, non particolarmente ricercato; dentro le case le famiglie, 27 morti, 17 dei quali bambini. Ancora scavano tra le macerie. Altre operazioni su case (molte delle quali evacuate) in tutte le aree della striscia di Gaza (Bureij, Magazi, Deir el Balah (area del centro della striscia) Rafah (sud); e anche combattimenti e scontri tra esercito e combattenti delle brigate.
Uccisi 10 militanti del Qassam che si stavano infiltrando in Israele.
La popolazione delle zone limitrofe a Gaza (sderot, kissufim) dove vivono gli israeliani, e’ stata avvisata a rimanere nelle proprie case, mentre continuano a suonare le sirene dei missili che vengono lanciati sulle citta’ di israele (dalle 22 di ieri sera a questa mattina alle 6 ne sono stati lanciati 31) ; 57 invece i raid aerei israeliani, 225 i missili lanciati dai carri armati e 130 dalle navi sul territorio palestinese di Gaza.
Intanto Israele smentisce la cattura del soldato Shaul Aron come e’ invece stata riportata e confermata ieri sera dalla Brigata Al Qassam.
Molte le manifestazioni di protesta nelle aree israeliane contro l’operazione militare a Gaza; scontri ad Haifa e Tel Aviv
Convocato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Intanto in questo momento continuano pesanti bombardamenti su tutta la striscia. – 510 i morti, 3150 i feriti palestinesi 85.000 le persone sfollate nelle strutture UNRWA

GAZA, 22 luglio 2014 – 15° giorno Operazione “Protective edge”

Bombe e continue cannonate su tutta la striscia, sulle case, ospedali, moschee e soprattutto civili. Nessuno puo’ sfuggire alla furia dei militari. L’artiglieria non ha mai spesso di sparare su ogni cosa intorno ai confini e fin dove possono arrivare , senza guardare in faccia a nessuno. Ognuno qui dentro e’ bersaglio, non valgono bandiere o segni di riconoscimento.
Gli ospedali pieni di feriti schiacciati e bruciati dal fuoco dell’esercito. Tutta la notte la gente ha cercato di lasciare molti dei luoghi dove sono piu’ forti gli attacchi dell’artiglieria. Il terrore ha attraversato per tutta la notte la striscia di gaza.
Per questa mattina era stata chiesta una tregua UMANITARIA di qualche ora per riuscire ad estrarre i corpi ormai senza vita dalle case e dai palazzi bombardati.
NON E’ STATA CONCESSA, respinta da Israele; si continua a scavare e salvare i civili sotto il fuoco. Tanti i giovani volontari che prestano soccorsi e aiuti alla popolazione che fugge, ai bambini che urlano, alla gente che non può’ muoversi autonomamente. L’esercito che senza vergogna va avanti, non curante delle conseguenze, della strage che sta commettendo, non da il tempo di fuggire.
In questo momento stanno attaccando altri stabili dei Media, anche la TV Al Jazeera e altre internazionali. TUTTO e’ sotto attacco.
La gente sfollata sta riempendo le scuole dell’UNRWA e ogni spazio possibile per ripararsi.
La situazione per il momento chiamiamola con il suo nome, un CRIMINE UMANITARIO.
CHI LA FERMA??? 🙁

Gaza, 23 luglio 2014 – 16° giorno Operazione “Protective edge”

“Non e’ garantita la sicurezza per nessuno in tutta la Striscia di Gaza”, queste le parole dell’esercito Israeliano date ai Consolati dei paesi riguardo agli internazionali presenti nella striscia. Chiunque può’ essere target e colpito in ogni momento durante la propria mansione. Dal medico, all’ambulanza, al giornalista, all’operatore umanitario che distribuisce gli aiuti alla popolazione civile. Gaza e’ una zona di guerra e nessuno e’ autorizzato a girare nel territorio. I cittadini di Gaza sono ormai diventati il tiro al piattello preferito dell’esercito e non c’e’ tempo di verificare di chi si tratta. Uno schiaffo al diritto di aiuto umanitario, di protezione e di informazione. Ma soprattutto un annunciato tentativo di perpetrare crimini lontano dagli occhi della comunità’ mondiale. E’ sancito dall’andamento dei fatti che I cittadini di Gaza, non hanno diritto a difendersi, non hanno diritto a chiedere aiuto agli organismi internazionali, e sono condannati al fuoco indiscriminato e alle bombe dell’esercito occupante.

Tutta la giornata di ieri e la notte e’ stata caratterizzata da attacchi lungo il confine e distruzioni mirate continue di case e di strutture già bombardate almeno 10 volte.

A Kuza’a, villaggio nel confine a sud della striscia (Khan Younis), e’ stato attaccato questa notte dal fuoco dell’artiglieria. Telefonate disperate della popolazione che chiedeva aiuto per uscire dalle proprie case. Le ambulanze che hanno raggiunto il posto sono state attaccate non hanno avuto via libera per soccorrere i feriti. Ad ora ci sono problemi a raggiungere l’area.

Dalle 6 alle 8 di questa mattina sono stati 5 gli attacchi aerei con 10 missili su diversi obiettivi random in diverse aree; sparati 220 tank shells distrutte 3 case; uccisi 3 palestinesi e altri 10 feriti. Da Gaza in queste due ore sono partiti 3 missili verso israele.

Dei 130.000 sfollati, alcune famiglie si sono rifugiate in case e appartamenti delle zone interne più’ riparate dal fuoco dell’artiglieria diretta, dell’esercito sul confine. Hanno necessita’ primarie per l’approvvigionamento di cibo, acqua, materassi e coperte. Nelle scuole dell’UNRWA sono iniziate le prime distribuzioni e soprattutto ci sono molti giovani volontari che prestano attività’ di animazione con i bambini, durante la distribuzione del cibo.

Il consiglio internazionale per i diritti umani si riunisce oggi per discutere la crisi di Gaza.

La speranza rimane appesa alla soluzione della grave situazione ed e’ nelle mani della Comunita’ Internazionale affinché’ possa fermare la strage dei civili e si arrivi alla soluzione richiesta dai palestinesi per terminare embargo e assedio e dare il via ad una tregua duratura.

Purtroppo ancora adesso gli aerei volano minacciosi, i droni controllano, l’artiglieria sgancia e chiude i passaggi verso i border conquistati. Gaza e’ ZONA di GUERRA – Military close area.

GAZA, 24 luglio 2014 – 17° giorno Operazione “Protective edge”

L’attacco militare, concentrato nelle zone di confine del sud della striscia sono andate avanti per tutto il giorno di ieri fino a questa mattina. La maggior parte dei 50 raid aerei di questa notte, dalle 22 alle 6, sono stati riversati sulla zona Sud di Khan Younis e villaggi di confine.
Kuza’a villaggio di agricoltori, situato al confine, sulla “buffer zone”, attaccato nella notte del 23, ha ancora un bilancio parziale delle vittime e dei feriti. Solo poche ore di “tregua umanitaria”, dove sono entrate ambulanze per scavare e evacuare i feriti e i cittadini rimasti intrappolati sotto i fuochi dell’artiglieria. Ancora il bilancio non si conosce e continua ad essere zona militare chiusa, come Shajayya, (quartiere di Gaza completamente distrutto) dove ancora i morti sono sotto le macerie.
E’ di queste ore l’inizio dell’evacuazione 40.000 persone. i due ospedali di Khan Younis, Nassar e European Hospital sono pieni di feriti che vengono trattati in queste ore.
Per tutta la giornata di ieri ci sono stati forti combattimenti e attacchi militari, concentrati per la maggior parte al sud della striscia. Questo e’ l’ultimo fazzoletto di terra che l’esercito militare sta “setacciando” per scovare tunnel e missili di Hamas. Se non fosse evidente che li tirano si potrebbe pensare che non esistono; purtroppo questa operazione impostata su questa ricerca, ha portato solo vittime civili e distruzione. Nonostante la grande tecnologia militare messa in campo da Israele infatti i tunnel non li trovano. http://www.haaretz.com/business/.premium-1.606658
E così hanno fatto come sempre un enorme massacro di civili.
Il Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite ha votato ieri l’apertura di una inchiesta per indagare sui crimini di guerra da parte di Israele nella Striscia di Gaza.
Tra i 47 paesi che partecipano al Consiglio, 29 hanno votato con parere favorevole 17 astenuti, tra cui l’Italia (vergogna ) e uno ha votato contro, USA (tanto per cambiare qualcosa)
Ieri nella conferenza stampa in Qatar, Meshaal, (leader Hamas in esilio) ha ribadito la volonta’ di arrivare ad un cessate il fuoco duraturo ma non prima che venga tolto il blocco totale e l’embargo su Gaza.
Dalle 22 alle 8 di questa mattina sono stati lanciati 12 rockets e 9 mortai da parte palestinese; condotti 39 raid aerei e sparati 52 missili su diverse località’ della Striscia di Gaza. Sparati circa 432 tank shells lungo i confini (soprattutto al sud) e circa 230 shells dalle navi israeliane. Forti combattimenti ancora in corso in 6 aree; 17 case distrutte, 26 Palestinesi uccisi e 68 feriti.
Ultime notizie sulla tregua umanitaria: pare che possa partire da sabato per 5 giorni, cosi come era stato comunicato fino a ieri notte per cominciare a discutere i punti del cessate il fuoco duraturo. Per il momento droni e attacchi aerei su Gaza City.
Il bilancio delle vittime e dei danni dall’inizio fino ad oggi: 775 le vittime palestinesi 4563 i feriti palestinesi. 140.000 gli sfollati.
32 soldati israeliani e 3 civili (uno thailandese); 150 soldati feriti.

Gaza 25 luglio 2014 – 18° giorno Operazione “Protective Edge”

“Stavamo caricando i materassi da distribuire alla popolazione evacuata dalle proprie case, e rifugiata dentro posti di fortuna (negozi, case chiese), quando Sharif, di Beit Hannoun ha ricevuto la telefonata dalla gente del suo villaggio rifugiata nella scuola dell’UNRWA. “l’artiglieria ha colpito la scuola elementare ci sono tanti feriti” . Poi la comunicazione cade e per molti minuti non si riesce più’ a prendere la linea. In quell’area bombardata, dove eravamo andati a ritirare i materassi, era l’ultima fabbrica rimasta in piedi, che sta producendo questo materiale per tutta la striscia; la fabbrica grande di Beit Hannoun era stata bombardata già’ qualche notte prima, tutta la produzione, ora assolutamente necessaria, era andata distrutta.

Le scuole dell’UNRWA, sono cominciate a diventare target dell’esercito, nonostante le rassicurazioni dell’IDF; convinti che anche queste siano rampe di lancio dei missili, non sentiranno ragioni, per motivi di sicurezza.

La Beit Hannun “primary boy school” ospitava 1500 sfollati provenienti dalla stessa zona. Avevano già’ chiesto di allontanarsi e di lasciare quella scuola, perché’ li gli attacchi e i combattimenti erano forti; già’ un altro migliaio di persone aveva ri-evacuato. E così, passando da casa, a scuola, a strada, la popolazione civile non sa più’ dove andare e rimane bersaglio dell’esercito militare israeliano.

Sono oltre 140.000 gli sfollati, prepotentemente cacciati dalle proprie case, perche’ l’esercito e’ voluto entrare nelle terre dl confine e della buffer zone, dove vivono migliaia di contadini, dal Nord al Sud. Purtroppo non hanno la possibilità’ di difendersi, perché’ sono considerati solo aggressori, quindi non resta che scappare. 20 morti e 200 feriti.

L’esercito militare israeliano invece insiste con l’operazione di terra per individuare missili e rampe di lancio e mettere in sicurezza il popolo di israele; loro possono difendersi e quindi e’ legittimo anche attaccare anche i civili di Gaza.

Questa notte sono stati lanciati 5 missili da Gaza verso Israele; pochi ha commentato l’esercito, “forse stanno risparmiando per durare di piu’ la guerra” questa l’opinione dell’IDF

34 invece gli attacchi aerei israelianin con 50 missili su diverse località’. Centinaia i colpi sparati dall’artiglieria sulle zone di confine.

10 palestinesi uccisi, 33 feriti, 9 case distrutte.

Alle 13.30 si riunira’ il governo israeliano per decidere e comunicare la posizione ufficiale sull’operazione militare.

Intanto ancora bombardamenti con droni anche nella citta’ di Gaza. Da poco hanno tirato su una casa di una persona di hamas….per la 4 volta; la casa e’ distrutta e dentro non c’e’ nessuno ma l’obiettivo e’ sensibile e fondamentale, quindi va colpito, i danni collaterali chiaramente verso le case vicine.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *