Report assemblea 17 novembre 2015 – Roma

Premessa:

– l’interesse e la volontà di tutti i partecipanti a mantenere aperto questo spazio di coordinamento e di confronto unitario e nazionale;
– la convergenza sulla manifestazione del 29 novembre sul Clima, che si terrà a Roma, per manifestare tutti insieme per la pace, contro guerre, razzismo e terrorismo.

Report Assemblea 17 novembre 2015

L’Assemblea ha avuto l’obiettivo di:

  • offrire una prima risposta unitaria a quanto successo il 13 novembre a Parigi esprimendo la solidarietà con le vittime, il no al terrorismo, il no all’odio ed alle ondate di razzismo, il no a nuove guerre;

  • aprire uno spazio di dialogo collettivo e di azione unitaria per rilanciare il movimento antirazzista e per la pace in Italia collocandolo in una dimensione internazionale ed europea: un Cantiere di pace contro il terrorismo, la guerra e il razzismo.

Gli interventi sono stati molti:

Francesco Martone (Un Ponte Per), Maurizio Gubbiotti (Legambiente), Anna Maria Rivera (giornalista), Girolamo (Emmaus), Francesca Redavid (Fiom Cgil), Grazia Naletto (Lunaria), Riccardo La Terza (Rete della Conoscenza), Luciana Castellina, Piero Soldini (Sel Roma Est), Rosa Rinaldi (Rifondazione C.) Fabio Alberti (Rifondazione C.), Stefano Galieni (Giornalista), Maurizio Simoncelli (Archivio Disarmo), Jacopo Dionisio (UDU), Nicola Fratoianni (SEL), Izzedin (Presidente UCOI), Roberto Morea (Transforme Italia-Europe), Alfonso Gianni (Altra Europa), Francesca Chiavacci (ARCI), Alberto Buttiglieri (SOS Razzismo), Daniele Taurino (Movimento Nonviolento), Mimmo Rizzuti (Sinistra Euro-Med), Luciano Ardesi (ANSPS), Giuseppe De Marzo (Libera).

 La discussione si è articolata sia sul piano dell’analisi che su quello delle proposte.

 Sul piano dell’analisi gli elementi più condivisi emersi negli interventi sono (in sintesi) i seguenti:

  •  Ci troviamo in una fase inedita molto diversa rispetto al passato: la “guerra in casa” rende molto più difficile riuscire a fermare il ricorso alle armi da parte dell’Europa.
  • Il nostro No alla guerra non è il punto di vista prevalente nell’opinione pubblica. La paura produce smarrimento e disorientamento e apre il varco alla restrizione delle libertà personali e degli spazi di democrazia. Non c’è solo la dichiarazione di uno stato di eccezione (dichiarazione dello stato di emergenza in Francia, ipotesi di costituzionalizzare le norme sullo stato di emergenza, richiesta alla Unione Europea di ricorrere alla clausola di difesa collettiva), c’è anche una domanda popolare diffusa di maggiore sicurezza (certo alimentata dalla retorica sulla guerra di civiltà e dai media).

  •  Abbiamo l’esigenza di un’analisi critica, approfondita, condivisa e non superficiale di quanto sta succedendo con la quale rivedere e aggiornare le nostre categorie e le nostre letture dei diversi teatri di conflitto (guerre), l’IS, il quadro delle alleanze strategiche e geo-politiche, gli intrecci esistenti tra politica, finanza, economia e risorse energetiche; il commercio di armi, la situazione sociale dei giovani di origine straniera residenti in Europa, le nuove forme del razzismo, della xenofobia e dell’islamofobia.
  • Una lettura che si concentri solo sulle responsabilità dell’Occidente e non analizzi a fondo anche quanto sta succedendo in Medio-Oriente rischia di essere parziale e inefficace.

  • E’ di fondamentale importanza riuscire a promuovere iniziative comuni con le persone e le comunità musulmane presenti nel nostro paese per contrastare il processo di stigmatizzazione in atto nei loro confronti e per evitare che l’appartenenza religiosa sia usata strumentalmente al fine di restringere/cancellare/disconoscere i loro diritti di cittadinanza.

Possibili ambiti di iniziativa e di intervento

  • Solidarietà e accoglienza

  • Informazione, controinformazione e formazione

  • Iniziative di mobilitazione

  • Iniziative di relazione e dialogo con le persone musulmane presenti nel nostro paese

  • Campagna sui media

  • Monitoraggio dell’applicazione delle norme di eccezione e delle loro conseguenze sui diritti delle persone

  • Monitoraggio delle politiche migratorie

 Proposte specifiche

  •  Condivisione e diffusione dei documenti e dei materiali prodotti in questi anni sulle situazioni dei paesi in conflitto; il commercio di armi, il terrorismo, le esportazioni di armi e il commercio del petrolio; le politiche comunitarie sulle migrazioni e l’asilo; il ruolo dei media nella produzione, reiterazione e diffusione di stereotipi e pregiudizi; le responsabilità di chi protegge il contrabbando del petrolio, vende armi e fa affari con le guerre e con il DAESH.
  •  Organizzazione di Gazebo di controinformazione nei territori per interloquire con la cittadinanza e distribuire materiale informativo sui temi di cui sopra.
  • Organizzazione di iniziative di informazione e di riflessione nelle scuole e nelle università in collaborazione con le organizzazioni studentesche.

  •  Organizzazione di iniziative pubbliche per il dialogo culturale e contro il razzismo in collaborazione con le comunità musulmane presenti in Italia.
  • Organizzazione di uno o più seminari di approfondimento sulle situazioni dei paesi in conflitto.

  •  Ampliamento dei contenuti delle mobilitazionigià in programma a quelli del manifesto di convocazione dell’assemblea: no al terrorismo, no alla guerra, no al razzismo.
  • In particolare si propone di verificare questa possibilità per:

  • 21/11 manifestazione nazionale della FIOM CGIL;

  • 29/11 manifestazione nazionale per il Clima – COP21/Parigi;

  • iniziative settimanali (ogni giovedì) “MIGRARE PER VIVERE NON PER MORIRE” in corso a Roma, Milano, Palermo, Torino e Messina.

  • Iniziativa di Salonicco promossa da Transform Europe per sostenere le associazioni dell’Est Europa che operano in solidarietà con i profughi lungo la rotta balcanica.

  • Sostegno alla Legge di Iniziativa Popolare per la Difesa Civile Nonviolenta.

(Nota: per quanto riguarda la manifestazione del 29/11,sembra che tutta la coalizione per il Clima sia d’accordo, ma sarà la riunione del Comitato ristretto della Coalizione, che si riunirà il 20/11, a dare il via libera).

  •  Promozione di una iniziativa/campagna rivolta ai media a sostegno di una corretta informazione.
  • Si propone di contattare Carta di Roma per verificare la possibilità di avviare una campagna comune; si propone di promuovere una denuncia collettiva contro il Direttore di Libero a seguito della pubblicazione della sua prima pagina “Bastardi islamici”.

  •  Rilancio dell’azione internazionale con i forum regionali e con le reti esistenti (sindacali, tematiche, giovanili) per ricostruire un movimento pacifista e antirazzista europeo e mediterraneo a partire dall’appuntamento di Salonicco.

Metodo, organizzazione e coordinamento:

Il bisogno di ricomporre il movimento per la pace, come quello di avere uno spazio di confronto e d’azione tra i diversi segmenti della società civile organizzata è emerso con chiarezza in molti interventi. Ringraziamenti per aver convocato un’assemblea molto partecipata con la tempestività necessaria, ma anche la consapevolezza dei più, che l’esperienza degli ultimi vent’anni è segnata da “cantieri che si aprono ma che non si chiudono” (per riprendere la metafora del cantiere utilizzata nell’assemblea). Partendo da questa riflessione condivisa, l’orientamento unanime è stato quello di mantenere aperto il “cantiere” a tutti i soggetti non presenti all’assemblea ma interessati a partecipare a eventuali iniziative comuni su questi temi.

 Per la comunicazione è stata creata una mailing list con gli indirizzi delle persone presenti all’Assemblea, aperta naturalmente a tutti coloro che volessero farne parte.

 L’indirizzo mail di riferimento per eventuali adesioni, comunicazioni, invio di proposte è:

stopguerreeterrore@gmail.com