Verona: migranti, la voce della società civile

VERONA CHE DIALOGA e San Zen che ride

 Non ho paura della violenza dei malvagi, ma del silenzio degli onesti.

Martin Luther King

 Quando si invocano, e si attuano, ronde e barricate contro i migranti e si invita la popolazione ad uscire in strada “per difendere le donne dall’orda in arrivo”, quando si minacciano gli artigiani locali accusati di “collaborazionismo” o si propone di “suonare il clacson quando si incontra un immigrato per fargli capire che è indesiderato” … significa che si è oltrepassato il limite.

Un legittimo e civile confronto, anche con opinioni diametralmente opposte, sul fenomeno migratorio presente sul territorio, è cosa ben diversa dall’uso e la giustificazione della violenza, del razzismo, della xenofobia. Alcuni recenti episodi di roghi avvenuti nella provincia veronese (lo striscione sull’accoglienza bruciato a Pescantina, e poi l’incendio dei bancali a ridosso del capannone destinato all’accoglienza a Bovolone), hanno il sapore tetro e sinistro delle azioni punitive delle squadracce fasciste che avvenivano negli anni venti del secolo scorso.

Il movimento montante contro l’arrivo dei migranti è capeggiato da un gruppo di professionisti della protesta di piazza che si fa chiamare “Verona ai veronesi”. Sigla antistorica. Sappiamo tutti che Verona è tale solo perché frutto di mescolanze e ibridi storici. Fondata dai Romani, è stata poi teatro di conquiste e dominazioni d’ogni tipo: dai Veneziani ai Francesi, dagli Spagnoli agli Austriaci. Come tutte le culture anche quella veneta è cresciuta grazie alle contaminazioni. In fondo siamo tutti dei “bastardi”. Il purosangue veronese non esiste da millenni.

Ma al di là del fatto culturale, c’è da dire che dietro la sigla si nascondono, nemmeno tanto velatamente, personaggi della destra estrema, in odore di fascismo e persino nazismo. Lo sanno bene le Forze dell’Ordine chiamate a controllare e reprimere episodi di illegalità.

Ci stupiamo che settori importanti sia dell’imprenditoria che della politica locale, non abbiano ancora preso le distanze da gruppuscoli di questo tipo, e stiano invece lentamente scivolando verso un dirupo molto pericoloso. Passare dalla violenza contro i simboli alla violenza sulle persone, il passo è breve. La storia è piena di precipitazioni repentine dalla farsa alla tragedia.

Il fenomeno migratorio che arriva in Europa è un fatto storico, e durerà ancora per decenni. Lo si può giudicare come si vuole, ma nessun muro, nessuna barricata, nessun filo spinato lo fermerà. L’unica cosa saggia da fare è cercare di governarlo qui da noi, e nel contempo cercare di rimuovere le cause all’origine (dalle guerre fino alle variazioni climatiche). Ma intanto c’è da attrezzarsi oggi per non trovarsi impreparati domani.

 Le attuali leggi come la Bossi-Fini sono evidentemente inadeguate e superate. E anche le normative per l’accoglienza e la distribuzione sul territorio possono e debbono essere migliorate.

In una situazione così delicata e fragile la cosa peggiore da fare è quella di esacerbare gli animi, soffiare sul fuoco, aizzare la piazza.

La cosa saggia da fare è invece favorire un dialogo tra tutti i soggetti interessati: istituzioni nazionali (governo e prefettura), istituzioni locali (regione e comuni), residenti e migranti. Le realtà come le associazioni o le chiese possono svolgere il ruolo di mediatori e facilitatori per affrontare e superare eventuali conflitti di interesse che inevitabilmente possono nascere.

Da parte nostra, come associazioni della società civile, siamo disponibili da subito al dialogo e al confronto. Saremo anche intransigenti nel denunciare penalmente chi si rendesse responsabile di reati violenti (anche in base alla Legge Mancino per discriminazione, odio o violenza per motivi razziali o etnici). Poiché molte istigazioni all’odio stanno avvenendo, purtroppo, sotto l’effige della bandiera con il Leone di San Marco (con la parola Pax) chiediamo ai veneti democratici che in essa si riconoscono di dissociarsi esplicitamente dai gruppi di facinorosi razzisti.

Hanno finora aderito:
Aned – Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti
Arci Verona
Associazione Aquiloni Onlus
Associazione per la Pace
Associazione per la pace tra i popoli
Associazione Rurale italiana
Azione Cattolica della Parrocchia di S. Giuseppe fuori le mura
Azione Cattolica di Verona
Azione nonviolenta – rivista
Banca Etica Verona – Gruppo di Iniziativa Territoriale
Centro Missionario Diocesano
Centro Pastorale Immigrati
Centro per i Diritti del Malato e per il Diritto alla Salute
Cesaim – Centro Salute Immigrati
Cestim – Centro Studi Immigrazione
Cgil – Verona
Cisl – Verona
Comitato Festival del Cinema Africano di Verona
Comitato veronese per le iniziative di pace
Comunità dei giovani
Cooperativa SOS Casa
Coordinamento Libera Verona
Cross onlus – Caprino (VR)
Diritti per le nostre strade
Emergency – gruppo di Verona
Emmaus – Comunità di Villafranca
Fondazione Nigrizia dei Missionari Comboniani
Gap – Gruppo d’acquisto popolare
Gea Onlus – Associazione di educazione ambientale
Give Me 5 – Associazione culturale
Hermete Soc. Coop. Sociale Onlus
Il Filo di Arianna
Il Melograno – Centro informazione maternità e nascita
Il sorriso di Ilham
Isolina e …
La Casa per gli Immigrati – Cooperativa sociale onlus
La Fenice Onlus
La Fraternità
Le Fate onlus
La Genovesa – Cooperativa sociale
Legambiente – Circolo di Legnago
Le Rondini – Soc. Coop.
Lieviti
Mag – Società Mutua per l’Autogestione
Movimento Consumatori – Sezione di Verona
Movimento Nonviolento
Nigrizia
– rivista
Onebridge to Idomeni
Ponti Onlus – Associazione interculturaleOrchestra Giovanile Veronese
Pax Christi
PM – Il piccolo missionario
Progettomondo Mlal
Radici in Movimento – Roverchiara (VR)
Rete degli studenti medi
Rete Radiè Resch
Uil – Verona
Unione Italiana nel Mondo
Veronetta129 – Associazione culturale
Vita Virtus onlus