Corpi civili di pace, “esperienza di grande valore umano e professionale”

Corpi civili di pace, “esperienza di grande valore umano e professionale” E’ questa la sintesi del monitoraggio realizzato dalla Focsiv sui suoi primi 26 volontari dei Corpi Civili di Pace, avviati a giugno 2017. I dati mostrano un significativo punto di forza nell’acquisizione e nel rafforzamento di competenze e capacità. Tra le criticità, rimane la questione dell’identità dei giovani.
Redattore sociale: 15 marzo 2018 – 14:52

ROMA – Un’esperienza fino ad ora “molto positiva”, di “servizio verso i beneficiari” e di “vicinanza, assistenza e aiuto al prossimo in situazioni di difficoltà”, nonché di “fortissimo valore in termini di crescita personale e professionale”. È quanto emerge in estrema sintesi dal monitoraggio di metà servizio, realizzato a 6 mesi dall’avvio e pubblicato sul suo sito dalla FOCSIV (Federazione degli Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario) sui suoi primi 26 volontari dei Corpi Civili di Pace (CCP), avviati a giugno 2017.
La sperimentazione dei CCP, la prima in assoluto in Italia, è prevista dalla legge n. 147 del 2013 (Legge di stabilità 2014), che ha voluto l’istituzione di un contingente destinato alla formazione e all’impegno di 500 giovani volontari “in azioni di pace non governative nelle aree di conflitto o a rischio di conflitto o nelle aree di emergenza ambientale” sia all’estero (in maniera prevalente) che in Italia. “La sperimentazione – ricorda la stessa FOCSIV – si realizza secondo la normativa del Servizio Civile Nazionale ed ha visto mettere a bando lo scorso anno 19 progetti sperimentali per un totale di 104 posti a bando e 10 enti coinvolti”. In occasione di questo primo avvio, FOCSIV ha presentato 5 progetti in 3 Paesi (Ecuador, Perù e Guinea Bissau), per un totale di 30 posti. I soci che hanno preso parte a questa sperimentazione sono ASPem, ENGIM, IBO Italia, ProgettoMondo MLAL e RTM.
Dal monitoraggio emerge in particolare “la soddisfazione riguardo all’esperienza generale in fase di svolgimento (per l’88% dei volontari). Tre volontari su quattro giudicano positivamente il rapporto instaurato con il proprio Operatore Locale di progetto, il 70% è soddisfatto di come le proprie capacità e competenza siano state finora valorizzate”. “I dati – ricorda ancora il report – mostrano un significativo punto di forza dell’esperienza vissuta dai volontari in servizio come Corpi Civili di Pace nell’acquisizione e nel rafforzamento di competenze e capacità. Tra quelle che a detta dei CCP sono state principalmente sviluppate, la capacità di inserirsi positivamente in una realtà conflittuale, riconosciuta dal 65% dei volontari. Tra le altre capacità accresciute dalla quasi totalità dei volontari, con valori che oscillano da un minimo dell’81% ad un massimo del 96% (25 volontari su 26), la capacità di rimanere lucido in contesti operativi complessi, la capacità di problem-solving, la costanza, l’impegno e la perseveranza anche in situazioni complicate e la tolleranza delle opinioni diverse (quest’ultima con una valutazione molto ampia)”.
Rimane invece tra le criticità la questione dell’identità dei giovani CCP. “Parte della sfida dell’esperienza sperimentale – spiega FOCSIV – è stata quella di costruire insieme ai volontari una maggiore chiarezza circa il loro ruolo. Una domanda di definizione della propria ‘identità’presente sin dalla selezione e riaffacciatasi in termini più forti in occasione della formazione generale, esigenza pienamente comprensibile trattandosi di una esperienza nuova e con ampi margini ancora da definire. In particolare, in quei casi nei quali su una medesima sede estera si sono ritrovati volontari CCP e Caschi Bianchi in servizio civile, il confronto sull’interpretazione del ruolo è stato intenso onde riuscire a comprendere le differenze e le similitudini tra i due profili, incrociando aspettative personali, definizioni formali e curriculum vitae”.
“Riteniamo di capitale importanza che l’Italia svolga un ruolo trainante nello sviluppo di politiche di pace e l’istituzione dei Corpi Civili di Pace – ha commentato Primo Di Blasio, Coordinatore estero FOCSIV e Vicepresidente CNESC – rappresenta un importante passo in avanti verso il riconoscimento istituzionale dell’impegno dei civili in aree di conflitto con metodi nonviolenti”.

“La FOCSIV, insieme ai suoi Organismi, intende mettere a disposizione l’esperienza sviluppata attraverso la gestione dei Caschi Bianchi in servizio civile all’estero per sviluppare le potenzialità di questa nuova figura, lavorando in sinergia con le Istituzioni e gli altri enti coinvolti – ha aggiunto Lucia De Smaele, responsabile dell’Ufficio Servizio Civile FOCSIV -. La valutazione intermedia ci offre utili dati che dovranno poi essere raccordati con la valutazione conclusiva della sperimentazione che si chiuderà agli inizi di giugno 2018″. (FSp)
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