Ogni anno, il 6 agosto, la città di Hiroshima tiene una cerimonia commemorativa (di pace) per pregare per il riposo pacifico delle vittime, per l’abolizione delle armi nucleari e per una pace mondiale duratura. Durante quella cerimonia, il Sindaco rilascia una Dichiarazione di Pace rivolta all’umanità. Finché ce ne sarà bisogno, il sindaco di Hiroshima continuerà a fare queste dichiarazioni per richiedere l’eliminazione delle armi nucleari dalla faccia della terra. Questo fa parte dello sforzo di Hiroshima di costruire un mondo in cui regni una pace mondiale genuina e duratura e in cui nessuna popolazione sperimenterà mai più la crudele devastazione subita da Hiroshima e Nagasaki.

Settantatré anni fa un lunedì mattina, proprio come oggi. Con il sole di mezza estate già brillante, Hiroshima inizia un altro giorno. Per favore ascoltate quello che sto per dire come se voi e i vostri cari foste lì. Alle 8:15, all’improvviso, un bagliore accecante. Una palla di fuoco di più di un milione di gradi centigradi rilascia intense radiazioni, calore, e poi, una tremenda esplosione. Sotto la torbida nuvola a fungo, si spengono vite innocenti mentre la città viene cancellata. “Fa caldissimo! Sto per morire!” Da sotto le macerie delle case, i bambini chiamano urlando le madri.
“Acqua! Per favore, acqua!” Gemiti e lamenti provengono dall’abisso della morte. Immersi nel fetido odore di gente che brucia, le vittime vagano come fantasmi, la loro carne è viva e rossa. La pioggia nera cade dappertutto. Le scene infernali che bruciano nei loro ricordi e le radiazioni che divorano le loro menti e i loro corpi, sono ancora oggi fonte di dolore per gli hibakusha che sopravvivono.
Oggi, con più di 14.000 testate nucleari rimanenti, cresce la probabilità che ciò che abbiamo visto quel giorno a Hiroshima dopo l’esplosione torni un giorno per volontà o incidente a far precipitare le persone nell’agonia.

Gli hibakusha, basandosi sulla diretta conoscenza del terrore delle armi nucleari, stanno lanciando  l’allarme contro la tentazione del loro possesso. Anno dopo anno, man mano che gli hibakusha diminuiscono di numero, ascoltarli diventa sempre più cruciale. Un hibakusha che all’epoca aveva vent’anni dice: “Se si usano armi nucleari, ogni essere vivente sarà annientato. La nostra bellissima Terra andrà in rovina. I leader mondiali dovrebbero radunarsi nelle città bombardate con la bomba atomica, venire a contatto con la nostra tragedia e, come minimo, prendere la direzione verso un mondo libero da armi nucleari. Desidero che gli esseri umani diventino buoni amministratori del creato in grado di abolire le armi nucleari”. Sta chiedendo ai leader mondiali di concentrare i loro sforzi e la loro visione sull’abolizione delle armi nucleari così da fare tesoro della vita e non distruggere la Terra.

L’anno scorso, il Premio Nobel per la pace è stato assegnato ad ICAN, un’organizzazione che ha contribuito alla stesura del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari: lo spirito degli hibakusha si sta diffondendo nel mondo. D’altra parte, alcuni paesi proclamano apertamente un nazionalismo egocentrico e modernizzano i loro arsenali nucleari, riaccendendo le tensioni che si erano alleviate con la fine della Guerra Fredda.

Un altro hibakusha di vent’anni fa questo appello: “Spero che non si ripresenti mai nessuna tragedia simile. Non dobbiamo mai permettere che i nostri cari svaniscano in un passato dimenticato. Spero dal profondo del cuore che l’umanità metta in pratica la saggezza per rendere pacifica tutta la Terra.” Se la famiglia umana dimentica la storia o smette di confrontarsi con essa, potremmo commettere di nuovo un terribile errore. Questo è esattamente il motivo per cui dobbiamo continuare a parlare di Hiroshima. Gli sforzi per eliminare le armi nucleari devono essere portati avanti sulla base di azioni intelligenti da parte dei leader di tutto il mondo.

La deterrenza nucleare e gli ombrelli nucleari ostentano il potere distruttivo delle armi nucleari e cercano di mantenere l’ordine internazionale generando paura nei paesi rivali. Questo approccio per garantire una sicurezza a lungo termine è intrinsecamente instabile ed estremamente pericoloso. I leader mondiali devono imprimere questa realtà nei loro cuori mentre negoziano in buona fede l’eliminazione degli arsenali nucleari, che è un obbligo legale ai sensi del Trattato di Non Proliferazione nucleare. Inoltre, devono sforzarsi di rendere il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari una pietra miliare lungo il percorso verso un mondo libero da armi nucleari.

Come società civile,  auspichiamo con fervore che l’allentamento delle tensioni nella penisola coreana proceda attraverso un dialogo pacifico. Affinché i leader intraprendano azioni coraggiose, la società civile deve rispettare la diversità, costruire reciproca fiducia e far sì che l’abolizione delle armi nucleari sia un valore condiviso da tutta l’umanità. Mayors for Peace, un movimento che conta ora più di 7.600 città in tutto il mondo, si concentrerà sulla creazione di queste condizioni.

Chiedo al governo giapponese di manifestare il magnifico pacifismo della Costituzione giapponese nel movimento per l’entrata in vigore del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari svolgendo il proprio ruolo: guidare la comunità internazionale verso il dialogo e la cooperazione per un mondo senza armi nucleari. Richiedo inoltre un’allargamento delle aree di pioggia nera insieme ad una maggiore attenzione e migliore assistenza per le molte persone che soffrono gli effetti psicologici e fisici delle radiazioni, specialmente gli hibakusha, la cui età media supera ora gli 82 anni.

Oggi rinnoviamo il nostro impegno e offriamo preghiere sincere alle anime delle vittime della bomba atomica. Insieme a Nagasaki, l’altra città bombardata con una bomba atomica, e insieme a gran parte della popolazione mondiale, Hiroshima si impegna a fare tutto quanto è in nostro potere per raggiungere una duratura pace mondiale e l’abolizione delle armi nucleari.

6 agosto 2018

MATSUI Kazumi
Sindaco
La città di Hiroshima