Armi da camp Darby al Medio Oriente, Arabia Saudita compresa

LA LIBERTY PASSION DI NUOVO A LIVORNO PER TRASPORTARE ARMI DI CAMP DARBY IN MEDIORIENTE

LIVORNO, 5 luglio 2017 — Ha fatto scalo di nuovo a Livorno il 1°  luglio, proveniente da Charleston (Usa), la Liberty Passion, una delle navi militarizzate del Pentagono addette al trasporto di armi  Continue reading

Camp Darby storia, a cura di Manlio Dinucci

CAMPAGNA TERRITORIALE DI RESISTENZA

ALLA GUERRA / AREA PISA-LIVORNO

 La base Usa di Camp Darby

Documentazione a cura di Manlio Dinucci

 UN IMMENSO ARSENALE PER LE GUERRE USA/NATO

Camp Darby fa parte del sistema delle basi Usa in Italia, le cui dimensioni sono descritte nel rapporto ufficiale del Pentagono Base Structure Report 2015: le Forze  Continue reading

F-35, costi in aumento del 7% e occupati metà del previsto

da: http://milex.org/2017/07/19/f-35-pentagono-costi-in-aumento-del-7-corte-conti-occupati-meta-del-previsto/

I responsabili del programma JSF F-35 (il Joint Program Office) e l’azienda produttrice Lockheed Martin dichiarano che il costo unitario medio di questi aerei continua a diminuire e presto scenderà sotto la soglia dei 100 milioni di dollari a velivolo. Un dato definitivamente smentito dal Selected Acquisition Report 2016 del Pentagono recentemente trasmesso al Congresso americano mostra che il costo medio di ogni F-35 continua invece a crescere (+7% nell’ultimo anno) e ha raggiunto i 164,6 milioni di dollari, vale a dire 142,5 milioni di euro. Attenzione: si parla sempre di costi di acquisizione, quindi al netto dei costi di upgrade e retrofit, con i quali la cifra raggiunge i 194 milioni di dollari ad aereo, circa 168 milioni di euro. Per i novanta F-35 che l’Italia vuole acquistare si tratterebbe quindi di un costo complessivo di acquisizione che salirebbe dai 10,4 miliardi previsti a oltre 15 miliardi, portando il costo totale del programma a quasi 19 miliardi invece dei 14 ufficiali.

Negli ultimi giorni è stato definitivamente smontato anche uno dei principali cavalli di battaglia della propaganda pro-F35 della Difesa italiana, quello delle ricadute occupazionali del programma nel nostro Paese, ovvero i famosi 6.400 posti di lavoro ripetuti da anni in tutti i documenti ufficiali e le dichiarazioni pubbliche della Difesa.
Come si legge nella relazione della Corte dei Conti sul rendiconto generale dello Stato 2016, pubblicata il 27 giugno, “la stima dei ritorni occupazionali generati da parte dell’Industria inizialmente pari a 10.000 e poi, in seguito alla riduzione dei velivoli, a 6.400 posti di lavoro è ritenuta realisticamente realizzabile in 3.586 unità, anche sulla base dell’aggiornamento di Leonardo–DV di febbraio 2017″.

 

Rivendicare con forza la produzione e/o l’acquisizione di Aerei antincendio Un confronto tra la Flotta italiana antincendio e i velivoli militari

contributo di Elio Pagani

L’Italia va in fumo, il fuoco sta bruciando anche quest’anno, ma con una voracità mai vista, migliaia di ettari di bosco. Gli italiani assistono impotenti a questa distruzione, in parte dolosa, in parte, probabilmente dovuta al clima torrido effetto dei mutamenti climatici in atto. Eppure i nostri vigili del Fuoco e la Protezione Civile fanno il possibile.
Nel 2017 a metà di luglio da inizio anno i Canadair hanno compiuto oltre mille missioni per contribuire a spegnere molti dei ventiduemila gli incendi. Nel 2016 sono andati in fumo 58mila ettari di boschi, il 40% in più rispetto al 2015. E nei primi mesi del 2017 le richieste di intervento delle Regioni alla flotta aerea dello Stato sono aumentate “al punto da risultare la stagione invernale più complicata dal 2004, dopo il 2012″.

Già, Protezione Civile e Vigili del Fuoco fanno il possibile !!! Ma con quali mezzi ???
16 sono i Canadair ClA15, efficiente aereo antincendio, una decina gli aerei antincendio leggero Fire Boss, tra i 5 ed i 13 gli elicotteri messi, in parte a disposizione anche dall’Esercito Italiano, dalla Marina Militare e dalla Capitaneria di porto.
La flotta, nel 2011 aveva una capacità di circa 145mila litri di acqua e di liquido estinguente. La flotta è dislocata su 14 basi: Cagliari, Catania, Ciampino (Rm), Napoli-Capodichino, Comiso (Rg), Genova, Grottaglie (Ta), Lamezia Terme (Cz), Olbia, Trapani, Rieti, Cecina (Li) e Viterbo.
6 Regioni non hanno alcuna disponibilità di mezzi aerei antincendio.

Uno è indotto a pensare che tutto sommato, per un paese indebitato come l’Italia, non sia poi una flotta così piccola. Infatti nell’estate 2013, i Canadair sono stati ridotti di 15 unità. Motivo: mancanza di fondi nonostante il nemico incendi divori il nostro territorio, compromettendo gli equilibri ecologici e facendo anche vittime umane.

Però i fondi ci sono per difenderci con abbondanti e costosissime armi da nemici che i nostri stessi interventi, e l’eredità del passato coloniale occidentale, e l’avida fame di risorse energetiche hanno creato. Spesso armi inutili in un conflitto asimmetrico ed eticamente (e legalmente) inaccettabile, armi che generano insicurezza anziché aumentarla.

Per fare un confronto, restando solo in ambito aeronautico, ed escludendo i mezzi di Carabinieri (che pur sono la prima Forza armata dell’Esercito e della Polizia di stato, ai 16 Canadair, 10 Fire Boss, 5 elicotteri della Protezione Civile, si contrappongono più di 470 tra Cacciabombardieri, velivoli da trasporto, da guerra elettronica, ecc. e gli oltre 490 elicotteri militari delle 3 FF.AA. (Dati prudenziali – vedi tabelle successive).

Il rapporto grossolano è 1/18 per gli aeroplani e 1/98 per gli elicotteri. Una cosa incredibile, inaccettabile. Non capisco infine come i lavoratori del settore aeronautico e i “loro” sindacati abbiano smesso da anni di rivendicare la necessità di produrre, almeno su licenza, un centinaio di Canadair antincendio.

Bisognerebbe rivendicarlo con determinazione, e non gioire quando arrivano commesse da paesi in guerra o che violano i diritti umani o per l’acquisto interno di costosissimi e pericolosissimi F35, vettori nucleari, in barba alla nostra Costituzione, al TNP e al nuovo Trattato per la messa al bando delle armi nucleari.

Elio Pagani, 18.07.2017

2017.07.18 Flotta antincendio e Flotta militare Rivendicare nuovi Aerei antincendio EP

La difesa nonviolenta entra in Parlamento

COMUNICATO STAMPA
14 luglio 2017 La difesa nonviolenta entra in Parlamento
E’ stata incardinata alla Camera dei Deputati la Proposta di Legge per una Difesa Civile non armata e nonviolenta. Soddisfazione della campagna “Un’altra difesa è possibile” che ha dato vita al percorso. Nella  Continue reading

Approvato al’ONU il Trattato di messa al bando delle armi nucleari.

Approvato al’ONU il Trattato di messa al bando delle armi nucleari. Senzatomica e Rete Disarmo: “Inizia una nuova era per il disarmo nucleare”.
 
Con 122 voti favorevoli, 1 contrario e 1 astensione, la Conferenza delle Nazioni Unite per  Continue reading

Stop armi all’Arabia Saudita – appello ai parlamentari

 

Stop alle forniture militari all’Arabia Saudita.

Si salvi il lavoro in Sardegna”

Comunicato stampa – 21 giugno 2017 – in allegato materiali dia pprofondimento e appello

L’appello ai parlamentari italiani presentato oggi alla Camera da Reti e associazioni della pace, dei diritti umani e dell’intervento umanitario.

Le bombe italiane fanno stragi di civili in Yemen, alimentando uno dei conflitti più drammatici e gravi al mondo

Presentata oggi a Roma, in una partecipata conferenza stampa alla Camera dei Deputati, la  Continue reading