Armi leggere guerre pesanti – rapporto 2017 – archivio disarmo

Nel 2016 l’Italia ha stipulato contratti di esportazioni di armi piccole e leggere ad uso civile (categoria comprendente pistole e fucili, munizioni ed esplosivi) per un valore totale di 579.480.606 euro. Secondo i dati del 2015, gli ultimi disponibili, l’Italia è il secondo paese esportatore mondiale
A livello globale, nel periodo 2010-2015, le armi da fuoco sono responsabili per il 46% delle morti violente. In particolar modo, sono usate nella metà degli omicidi e nel 32% delle morti in situazioni di conflitto. Ciò dimostra come le armi piccole e leggere in realtà incidono maggiormente nel numero
di morti in situazioni di “pace” piuttosto che in quelle di conflitto e che nonostante molti Stati si siano impegnati con la ratifica di trattati e convenzioni a livello internazionale, in realtà la domanda di armi da parte degli stessi è in continuo aumento.

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Rivendicare con forza la produzione e/o l’acquisizione di Aerei antincendio Un confronto tra la Flotta italiana antincendio e i velivoli militari

contributo di Elio Pagani

L’Italia va in fumo, il fuoco sta bruciando anche quest’anno, ma con una voracità mai vista, migliaia di ettari di bosco. Gli italiani assistono impotenti a questa distruzione, in parte dolosa, in parte, probabilmente dovuta al clima torrido effetto dei mutamenti climatici in atto. Eppure i nostri vigili del Fuoco e la Protezione Civile fanno il possibile.
Nel 2017 a metà di luglio da inizio anno i Canadair hanno compiuto oltre mille missioni per contribuire a spegnere molti dei ventiduemila gli incendi. Nel 2016 sono andati in fumo 58mila ettari di boschi, il 40% in più rispetto al 2015. E nei primi mesi del 2017 le richieste di intervento delle Regioni alla flotta aerea dello Stato sono aumentate “al punto da risultare la stagione invernale più complicata dal 2004, dopo il 2012”.

Già, Protezione Civile e Vigili del Fuoco fanno il possibile !!! Ma con quali mezzi ???
16 sono i Canadair ClA15, efficiente aereo antincendio, una decina gli aerei antincendio leggero Fire Boss, tra i 5 ed i 13 gli elicotteri messi, in parte a disposizione anche dall’Esercito Italiano, dalla Marina Militare e dalla Capitaneria di porto.
La flotta, nel 2011 aveva una capacità di circa 145mila litri di acqua e di liquido estinguente. La flotta è dislocata su 14 basi: Cagliari, Catania, Ciampino (Rm), Napoli-Capodichino, Comiso (Rg), Genova, Grottaglie (Ta), Lamezia Terme (Cz), Olbia, Trapani, Rieti, Cecina (Li) e Viterbo.
6 Regioni non hanno alcuna disponibilità di mezzi aerei antincendio.

Uno è indotto a pensare che tutto sommato, per un paese indebitato come l’Italia, non sia poi una flotta così piccola. Infatti nell’estate 2013, i Canadair sono stati ridotti di 15 unità. Motivo: mancanza di fondi nonostante il nemico incendi divori il nostro territorio, compromettendo gli equilibri ecologici e facendo anche vittime umane.

Però i fondi ci sono per difenderci con abbondanti e costosissime armi da nemici che i nostri stessi interventi, e l’eredità del passato coloniale occidentale, e l’avida fame di risorse energetiche hanno creato. Spesso armi inutili in un conflitto asimmetrico ed eticamente (e legalmente) inaccettabile, armi che generano insicurezza anziché aumentarla.

Per fare un confronto, restando solo in ambito aeronautico, ed escludendo i mezzi di Carabinieri (che pur sono la prima Forza armata dell’Esercito e della Polizia di stato, ai 16 Canadair, 10 Fire Boss, 5 elicotteri della Protezione Civile, si contrappongono più di 470 tra Cacciabombardieri, velivoli da trasporto, da guerra elettronica, ecc. e gli oltre 490 elicotteri militari delle 3 FF.AA. (Dati prudenziali – vedi tabelle successive).

Il rapporto grossolano è 1/18 per gli aeroplani e 1/98 per gli elicotteri. Una cosa incredibile, inaccettabile. Non capisco infine come i lavoratori del settore aeronautico e i “loro” sindacati abbiano smesso da anni di rivendicare la necessità di produrre, almeno su licenza, un centinaio di Canadair antincendio.

Bisognerebbe rivendicarlo con determinazione, e non gioire quando arrivano commesse da paesi in guerra o che violano i diritti umani o per l’acquisto interno di costosissimi e pericolosissimi F35, vettori nucleari, in barba alla nostra Costituzione, al TNP e al nuovo Trattato per la messa al bando delle armi nucleari.

Elio Pagani, 18.07.2017

2017.07.18 Flotta antincendio e Flotta militare Rivendicare nuovi Aerei antincendio EP

Stop armi all’Arabia Saudita – appello ai parlamentari

 

Stop alle forniture militari all’Arabia Saudita.

Si salvi il lavoro in Sardegna”

Comunicato stampa – 21 giugno 2017 – in allegato materiali dia pprofondimento e appello

L’appello ai parlamentari italiani presentato oggi alla Camera da Reti e associazioni della pace, dei diritti umani e dell’intervento umanitario.

Le bombe italiane fanno stragi di civili in Yemen, alimentando uno dei conflitti più drammatici e gravi al mondo

Presentata oggi a Roma, in una partecipata conferenza stampa alla Camera dei Deputati, la  Continue reading

Aumentano le spese militari: l’Italia in prima fila

Aumentano ancora le spese militari: la società civile internazionale domanda inversione di rotta.
comunicato di rete italiana disarmo

Diffusi i dati SIPRI per il 2016: la spesa militare mondiale si è attestata sui 1.686 miliardi di dollari, con incremento dello 0,4% annuo in termini reali. La spesa militare e cresciuta in Nordamerica per la prima volta dal  Continue reading

Rapporto sulle spese militari – anticipazione

MIL€X Osservatorio sulle spese militari italiane presenta  l’anticipazione del Primo rapporto annuale, che verrà pubblicato a gennaio 2017

PUNTI CHIAVE
  • Di fronte ad un recente uso “politico” e non preciso dei dati sulla spesa militare italiana nasce la necessità di trasparenza e obiettività  Continue reading

Voci dall’Egitto n.5

Notizie sulla violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali

 quinto numero: http://www.mailbuzz.it/l/960j/jfa9

Inviamo il quinto numero di “VOCI DALL’EGITTO”, la newsletter mensile che contiene informazioni e notizie in breve sulla repressione, la violazione dei diritti umani, il giro di vite contro le associazioni indipendenti e gli attivisti dei diritti umani in Egitto.
La newsletter è un ulteriore contributo dell’Arci alla campagna per la verità e giustizia per Giulio Regeni.

Sommario del quinto numero

1 luglio – I numeri della repressione

3 luglio
– Le organizzazioni per i diritti denunciano gli abusi sui detenuti e le condanne a morte

7 luglio
– Le ONG criticano l’Egitto nel Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite

8 luglio
– Report delle ONG denuncia i rischi per i giornalisti stranieri

12 luglio
– Le associazioni egiziane chiedono emendamenti alla legge sulle manifestazioni di protesta

12 luglio
– Altri 15 giorni di detenzione preventiva ai tre avvocati attivisti

13 luglio
– Amnesty pubblica un report sulle sparizioni forzate

14 luglio
– Il tribunale rende pubblici i dettagli della causa contro l’Andalus Institute

15 luglio
– Le associazioni femministe condannano l’inchiesta contro Mozn Hassan

16 luglio
– La causa sui finanziamenti stranieri delle associazioni colpisce anche il Consiglio per i Diritti Umani

17 luglio
– Il tribunale rigetta la richiesta di sospensione della condanna di Ahmed Naji Stay

18 luglio
– Di nuovo prolungata la detenzione in isolamento di Malek Adly

19 luglio
– Rinviata al 15 agosto l’udienza del processo di cinque associazioni

22 luglio
– Il parlamento approva emendamenti alla legge sui sindacati

27 luglio
– Il Tribunale estende la detenzione preventiva per giornalisti arrestati