Appello al Parlamento: non bombe italiane per crimini di guerra in Yemen

 

Amnesty International Italia – Fondazione Finanza Etica – Movimento dei Focolari – Oxfam Italia – Rete della Pace – Rete Italiana per il Disarmo – 27 luglio 2017

Bombe italiane all’Arabia Saudita per compiere crimini di guerra in Yemen: il Parlamento non resti indifferente ma voti con responsabilità

Alla vigilia della discussione finale, con voto, delle mozioni presentate alla Camera dei Deputati  Continue reading

Approvato al’ONU il Trattato di messa al bando delle armi nucleari.

Approvato al’ONU il Trattato di messa al bando delle armi nucleari. Senzatomica e Rete Disarmo: “Inizia una nuova era per il disarmo nucleare”.
 
Con 122 voti favorevoli, 1 contrario e 1 astensione, la Conferenza delle Nazioni Unite per  Continue reading

Stop armi all’Arabia Saudita – appello ai parlamentari

 

Stop alle forniture militari all’Arabia Saudita.

Si salvi il lavoro in Sardegna”

Comunicato stampa – 21 giugno 2017 – in allegato materiali dia pprofondimento e appello

L’appello ai parlamentari italiani presentato oggi alla Camera da Reti e associazioni della pace, dei diritti umani e dell’intervento umanitario.

Le bombe italiane fanno stragi di civili in Yemen, alimentando uno dei conflitti più drammatici e gravi al mondo

Presentata oggi a Roma, in una partecipata conferenza stampa alla Camera dei Deputati, la  Continue reading

No all’esportazione di bombe dalla Sardegna ai sauditi

Fondazione Banca Etica azionista critico all’assemblea di Rheinmetall.

No all’esportazione di bombe dalla Sardegna ai sauditiGuerra in Yemen contro il diritto internazionale”.

Berlino, 9 maggio 2017.

 La Fondazione Finanza Etica (FFE) partecipa oggi per la prima volta all’assemblea degli azionisti di Rheinmetall, uno dei principali produttori tedeschi di armamenti. «Entriamo in assemblea delegati dall’ONG tedesca Urgewald su proposta del movimento pacifista Rete Italiana per il Disarmo», spiega Andrea Baranes, presidente di FFE, fondata nel 2003 da Banca Etica. L’intervento della Fondazione criticherà l’esportazione di bombe da parte della controllata italiana RWM Italia SpA dalla Sardegna all’Arabia Saudita. «Come dimostrato dal “Rapporto finale del gruppo di esperti sullo Yemen”, trasmesso il 27 gennaio scorso al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, le bombe esportate ai sauditi sono utilizzate per bombardare lo Yemen, in una guerra che non ha alcuna legittimazione dal punto di vista del diritto internazionale e che ha generato oltre seimila morti tra i civili, di cui mille bambini», dichiara Francesco Vignarca, coordinatore di Rete Disarmo. «Nell’ultima relazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri italiano sul commercio degli armamenti per l’anno 2016, depositata in parlamento il 26 aprile, si legge che RWM Italia è salita al terzo posto per giro d’affari nel settore difesa in Italia con un aumento delle commesse per 460 milioni di euro. Le nuove autorizzazioni richieste al governo italiano sono 45 per l’esportazione di circa 20.000 bombe in particolare verso “Paesi MENA” (Medio-Oriente e Nord-Africa). Chiederemo se, ancora una volta, si tratta dell’Arabia Saudita», continua Vignarca.

Fondazione Finanza Etica chiederà, inoltre, perché le bombe sono esportate attraverso l’Italia e non, direttamente dalla Germania, dove il governo ha manifestato più volte una serie di riserve per i contratti di fornitura militare con l’Arabia Saudita. Infine, si cercherà di capire che piani ha la società per il futuro dell’impianto di RWM Italia SpA a Domusnovas in Sardegna, visto che l’8 maggio la stampa locale sarda ha parlato di un ampiamento per la costruzione di un nuovo “campo prove”.

L’assemblea di Finmeccanica si tiene a Berlino presso l’Hotel Maritim di Potsdamer Platz. La diretta dell’assemblea è in corso su twitter, hashtag #Rheinmetall #RHMAGM. 

 

La peace boat il 13 maggio a Cagliari

La “Peace Boat” a Cagliari, per un mondo libero da armi nucleari

Sabato 13 maggio unica tappa italiana dell’iniziativa giapponese, con la presenza dei superstiti di Hiroshima e Nagasaki. Occasione di rilancio del percorso internazionale di messa al bando degli ordigni nucleari, con invito all’Italia a partecipare ai negoziati di New York
Peace Boat 2017

“Un appuntamento importante per tutte le realtà impegnate nel percorso di disarmo nucleare”. E’ con questo spirito che Rete Italiana per il Disarmo e Senzatomica (le due realtà italiane impegnate nella International Campaing to Abolish Nuclear Weapons) hanno deciso di accompagnare e rafforzare l’unica tappa italiana per il 2017 della “Peace Boat”, che si fermerà a Cagliri sabato 13 maggio. Ormai dal 2008 l’ONG giapponese “Peace Boat” ha invitato gli Hibakusha (cioè sopravvissuti alle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki e i loro familiari) a partecipare ad un viaggio per il mondo per portare la propria testimonianza e chiedere la messa al bando delle armi nucleari e la distruzione di tutti gli arsenali relativi, dove si contanto ancora oggi oltre 15.000 testate. Per il 90% tali ordigni sono nelle mani di Stati Uniti e Russia, mentre il restante 10% è posseduto da Cina, Gran Bretagna, Francia, Israele, India, Pakistan e Nord Corea. Oggi il rischio di una guerra nucleare è più che mai attuale, come testimoniano anche le lancette del “Doomsday clock” (l’orologio dell’Apocalisse), l’orologio metaforico che ci dice quanto siamo vicini alla fine del mondo. Per quest’anno il Bullettin of Atomic Scientist ha avvicinato le lancette ancora alla mezzanotte (mancano due minuti e mezzo) proprio a causa del rischio nucleare. Tutti siamo chiamati a dare il nostro contributo per impedire questa possibile catastrofe.
PEACE BOAT logo

La data del 13 Maggio cade opportunamente ed è ben presente nella memoria storica di Cagliari, sia per i bombardamenti del 13 Maggio 1943 che per la marcia per la pace e la non violenza promossa nel 1962 in città da Aldo Capitini e riproposta più recentemente nel 2012.
“Pensiamo che sia un’importante occasione per manifestare il nostro profondo ripudio per qualunque guerra e, in particolare, lottare per un mondo senza bombe atomiche – sottolineano le numerose associazioni  della Sardegna chehanno deciso di cooperare per realizzare la giornata di eventi legata alla Peace Boat – Noi sardi non possiamo non sentirci coinvolti, anche perché sulla Sardegna grava la presenza di oltre il 60% delle basi militari stanziate sul territorio italiano, dove vengono testate anche bombe all’uranio impoverito. Da anni inoltre pesa sulla nostra terra la terribile minaccia di essere indicata come deposito nazionale unico delle scorie radioattive.”.

Il programma della giornata sarà intenso e importante. Una delegazione della “Peace Boat” si recherà in mattinata presso l’Istituto Tecnico Nautico “Buccari” di Cagliari, per un incontro e un dibattito con gli studenti e gli insegnanti. Nel primo pomeriggio sarà invece ricevuta dai rappresentanti delle Istituzioni locali, con la presenza anche di diversi Parlamentari sardi, oltre che dai referenti di associazioni e Movimenti

Infine alle 17, presso il Teatro Massimo, l’evento pubblico a cui tutta la popolazione è invitata a partecipare, per ascoltare le testimonianze dei sopravvissuti alle bombe atomiche sganciate nell’Agosto del 1945. Parleranno anche i rappresentanti delle campagne internazionali contro le armi nucleari e gli esperti sui poligoni sardi e fino alle 19 vi sarà spazio per le domande e il dibattito.

La delegazione della Peace Boat rilancerà in quella sede l’appello degli Hibakusha per l’eliminazione delle armi nucleari. Una giornata di incontri e scambio con chi ha vissuto l’incubo atomico, per costruire insieme un percorso di abolizione delle armi nucleari. E con la richiesta che anche il Governo Italiano decida di partecipare alla seconda sessione di Negoziati (in programma a New York da metà giugno ad inizio luglio 2017) per l’approvazione di un Trattato di messa al bando degli ordigni nucleari.

Raddoppia autorizzazione ad export armi italiane

Raddoppia autorizzazione ad export armi italiane, ma il Governo ne è contento

Comunato di Rete Disarmo: tendenza che alimenta i conflitti, servirebbe invece più controllo e maggiore responsabilità

Crescono vertiginosamente le autorizzazioni all’export militate italiano: 14,6 miliardi di euro (+85% rispetto al 2015, +452% rispetto al 2014). Il valore delle esportazioni effettive si attesta sui 2,85 miliardi, in linea  Continue reading