F-35, costi in aumento del 7% e occupati metà del previsto

da: http://milex.org/2017/07/19/f-35-pentagono-costi-in-aumento-del-7-corte-conti-occupati-meta-del-previsto/

I responsabili del programma JSF F-35 (il Joint Program Office) e l’azienda produttrice Lockheed Martin dichiarano che il costo unitario medio di questi aerei continua a diminuire e presto scenderà sotto la soglia dei 100 milioni di dollari a velivolo. Un dato definitivamente smentito dal Selected Acquisition Report 2016 del Pentagono recentemente trasmesso al Congresso americano mostra che il costo medio di ogni F-35 continua invece a crescere (+7% nell’ultimo anno) e ha raggiunto i 164,6 milioni di dollari, vale a dire 142,5 milioni di euro. Attenzione: si parla sempre di costi di acquisizione, quindi al netto dei costi di upgrade e retrofit, con i quali la cifra raggiunge i 194 milioni di dollari ad aereo, circa 168 milioni di euro. Per i novanta F-35 che l’Italia vuole acquistare si tratterebbe quindi di un costo complessivo di acquisizione che salirebbe dai 10,4 miliardi previsti a oltre 15 miliardi, portando il costo totale del programma a quasi 19 miliardi invece dei 14 ufficiali.

Negli ultimi giorni è stato definitivamente smontato anche uno dei principali cavalli di battaglia della propaganda pro-F35 della Difesa italiana, quello delle ricadute occupazionali del programma nel nostro Paese, ovvero i famosi 6.400 posti di lavoro ripetuti da anni in tutti i documenti ufficiali e le dichiarazioni pubbliche della Difesa.
Come si legge nella relazione della Corte dei Conti sul rendiconto generale dello Stato 2016, pubblicata il 27 giugno, “la stima dei ritorni occupazionali generati da parte dell’Industria inizialmente pari a 10.000 e poi, in seguito alla riduzione dei velivoli, a 6.400 posti di lavoro è ritenuta realisticamente realizzabile in 3.586 unità, anche sulla base dell’aggiornamento di Leonardo–DV di febbraio 2017″.

 

Presentato il Rapporto MIL€X 2017

http://milex.org/2017/02/15/rapporto/

 Presentato il Rapporto MIL€X 2017

Mercoledì 15 febbraio, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, Francesco Vignarca ed Enrico Piovesana hanno presenteranno “MIL€X 2017” il primo rapporto annuale dell’Osservatorio sulle spese miliari italiane (PDF SCARICABILE). Molte, rispetto all’anticipazione e ai dati provvisori diffusi lo scorso novembre, le novità e le notizie esclusive contenute nella versione integrale e definitiva del rapporto. Ecco le principali.

I dati definitivi sulla spesa militare italiana 2017: 23,3 miliardi (1,4% del PIL), in aumento rispetto al 2016 e soprattutto rispetto all’anno 2006 (+21%)

Il boom della spesa in armamenti (+10% nel 2017, +85% rispetto al 2006), sempre più a carico del MISE e finanziata con mutui onerosissimi (tassi del 30-40%, 310 milioni di interessi nel 2017)

Aumenta la spesa per le missioni militari all’estero: 1,28 miliardi nel 2017 (+7 per cento dall’anno precedente)

Le discutibili giustificazioni dell’aumento delle spese militari: lotta al terrorismo, contrasto all’immigrazione e alla criminalità

I conflitti del futuro saranno informatici, ma la cyber-difesa italiana è appena agli albori e i pochi finanziamenti, secretati, sono per l’intelligence

I due “scivoli” (a carico dell’erario) previsti dal Libro Bianco per ammortizzare il taglio di personale: finta privatizzazione del supporto logistico e creazione di una forza di riserva

In vent’anni spesi 30 mld € per migliaia di corazzati (usati in pochissime unità e solo a scopo di marketing) a solo vantaggio dell’industria nazionale (vedi scelta Freccia su programma europeo Boxer)

Forza NEC, il mega-programma da 22 miliardi per la digitalizzazione dell’Esercito, un miliardo solo per la fase di sviluppo (conclusione: 2021)

Budget in aumento (14mld) e dettagli dei nuovi contratti F-35, l’aereo “a sovranità limitata” indigesto per gli industriali e sproporzionato per i militari: le alternative possibili finora “censurate”

I dettagli tecnico-economici e i retroscena politici del Programma Navale della Marina da 5,4 mld: retorica umanitaria e reticenze per nascondere una seconda portaerei altre sette fregate

Contributi e commenti di parlamentari di vari gruppi sulla normativa su controllo parlamentare procurement militare, limitazione potere della lobby militar-industriale, missioni all’estero, impatto ambientale, sanitario ed economico delle servitù militari

Di seguito l’indice del Rapporto con i link alle sezioni pubblicate su questo sito:

INTRODUZIONE: SPESE MILITARI E DEMOCRAZIA
– DEMOCRAZIA IN PERICOLO
– “IN TEMPI DI ISIS…”
– DARE I NUMERI

ANALISI DELLE SPESE MILITARI ITALIANE
– NOTAMETODOLOGICA
– LA SPESA MILITARE ITALIANA

PRINCIPALI PROGRAMMI DI PROCUREMENT
– IL CIMITERO DEI CARRI ARMATI
– AEREO A SOVRANITÁ LIMITATA
– ALL’ARREMBAGGIO

NORMATIVA SULLE SPESE MILITARI
– IL “LODO SCANU”
– UN “GAO” ITALIANO
– PORTE GIREVOLI
– CYBER DIFESA
– EVITARE SPESE INUTILI
– SCARSA INFORMAZIONE

Rapporto sulle spese militari – anticipazione

MIL€X Osservatorio sulle spese militari italiane presenta  l’anticipazione del Primo rapporto annuale, che verrà pubblicato a gennaio 2017

PUNTI CHIAVE
  • Di fronte ad un recente uso “politico” e non preciso dei dati sulla spesa militare italiana nasce la necessità di trasparenza e obiettività  Continue reading

Non bombe ma aiuti e diplomazia per l’Iraq -un ponte per

Fermiamo i Tornado italiani!
Non bombe ma aiuti e diplomazia per l’Iraq

Comunicato di “un ponte per”

Mentre il Governo italiano studia l’ipotesi di impiego dei Tornado per bombardamenti in Iraq, gli opinionisti si chiedono quale sia la ragione di questa scelta inefficace, rischiosa e costosa di  Continue reading

Niente riduzione per gli F-35: uno schiaffo ai cittadini e al Parlamento

Roma, 25 maggio 2015 – COMUNICATO AI MEDIA Comunicato della campagna “Taglia le ali alle armi”    (in allegato il testo con schede informative:  F35_nienteriduzione_MAG2015)
Dopo mesi di attesa i dati ufficiali desumibili dal Documento Programmatico Pluriennale del Ministero della Difesa dimostrano una chiara certezza sugli F-35: “Questa riduzione non s’ha da fare!”.   Continue reading

Spese militari ancora troppo alte

Spese militari ancora troppo alte: continuando a preparare la guerra non si otterrà mai la PaceCelebrata la giornata di azione mondiale contro le spese militari, che nel 2014 sono arrivate a sfiorare la cifra complessiva di 1800 miliardi di dollari. Anche le organizzazioni della Rete italiana per il Disarmo si mobilitano per una campagna informativa  Continue reading

La Difesa non conosce austerità – spesa militare nel 2015

Tra tagli annunciati ma non operati, la spesa militare italiana sfiorerà i 23,5 miliardi di euro nel 2015. In aumento, nonostante i tagli alla spesa sociale, rispetto al 2012. L’analisi dei conti e le proposte della campagna Sbilanciamoci -che il 27 novembre presenta il suo Rapporto 2015- e Rete disarmo.  Continue reading