Documento: Un passo di pace – Firenze 09.2014

 Facciamo  insieme UN PASSO DI PACE !

Basta guerre! Mai più vittime! Fermiamo le stragi di civili indifesi, a Gaza, in Palestina e Israele, in Siria, Iraq, Libia, Afghanistan, Ucraina, Congo ….

Per  Libertà, Diritti, Dignità, Giustizia, Democrazia

Restiamo umani, facciamo sentire la nostra voce, mobilitiamo la società civile in Europa ed in Medio Oriente contro le guerre, contro le stragi di civili e contro i mercanti di armi, contro le politiche che quelle guerre hanno favorito, legittimato e a volte promosso.

Diamo voce a chi resiste e si oppone in modo nonviolento alle guerre, alle pulizie etniche, alle politiche di guerra, ai regimi dittatoriali, al razzismo, all’apartheid.
Costruiamo insieme una nuova storia di pace, di libertà, di diritti, di democrazia e di giustizia, diamo vita a un’alleanza civica in Europa e nel Mediterraneo contro le guerre e per il disarmo.

Promuoviamo una piattaforma di richieste e di campagne per un cambio di passo delle politiche dei governi e delle istituzioni internazionali. Il passo di pace che dobbiamo fare è tanto urgente quanto ambizioso e difficile.

Perché fermare le guerre e le stragi significa dare finalmente il primato del governo globale del pianeta e delle relazioni tra Stati alla politica multilaterale, ad un sistema delle Nazioni Unite da riformare e da potenziare; significa cambiare il modello di sviluppo, non più orientato al consumo del pianeta per il benessere di pochi ma alla sostenibilità futura ed al benessere di tutti; significa applicazione e rispetto da parte di tutti gli Stati degli accordi, delle convenzioni internazionali e dei diritti umani con meccanismi sanzionatori e con un sistema di polizia e di giustizia internazionale operativo; significa riconoscere il diritto d’asilo e dare accoglienza ai profughi di guerra; significa investire nella ricerca, nell’educazione, nell’ambiente, nell’economia e nel lavoro, nella giustizia sociale, nella democrazia, nella cultura, nel dialogo, nella difesa civile, nella cooperazione, in funzione della pacifica e plurale convivenza e del governo democratico globale, convertendo qui le enormi risorse spese per armamenti e guerre decennali.

Se questo cambio di passo delle politiche non si realizzasse in queste direzioni
sappiamo bene cosa ci aspetta, è sotto gli occhi di tutti: sono i 2000 morti di Gaza, il carcere a cielo aperto per 1,8 milioni di palestinesi, i 47 anni di colonizzazione e occupazione israeliana della Palestina, una vita sotto minaccia  per il popolo israeliano, la guerra, i prodromi della pulizia etnica, la violazione dell’autodeterminazione dei popoli in Ucraina, come in  Palestina e nel Sahara Occidentale, le 200mila vittime del conflitto siriano e le circa 2000 vittime che il conflitto iracheno sta mietendo ogni mese; le infiltrazioni mafiose e criminali in ogni conflitto, l’uso del terrorismo anche da parte degli Stati, la tortura, la detenzione illegittima, gli scomparsi,il fondamentalismo, il sostegno a dittatori e monarchie medioevali per difendere potenti interessi di parte e i nostri approvvigionamenti energetici; sono le esecuzioni di massa, la proliferazione degli armamenti e dell’economia di guerra, i milioni di profughi e di disperati in fuga, la finanza speculativa, il fallimento degli Stati, il saccheggio dei beni comuni e la crisi delle democrazie, la propaganda e le informazioni strumentalmente distorte dai poteri forti che  influenzano e condizionano l’opinione  pubblica… un elenco infinito di drammatici eventi che si ripetono sistematicamente, diventando parte del nostro quotidiano come fossero disastri inevitabili per proseguire il corso della civiltà, la nostra.

Questo è il bivio che abbiamo di fronte: continuare a denunciare in modo generico questa realtà o lavorare con determinazione e strategia per mutare le politiche responsabili della proliferazione delle guerre, per costruire un’alternativa a questo corso della storia? Puntare l’indice solo sugli effetti o denunciare e sradicare le cause della violenza diretta, culturale e strutturale che permea il nostro sistema, di cui siamo in parte tutti complici?

Alla viltà, al cinismo  ed alla violenza, vogliamo sostituire l’alternativa del coraggio, della nonviolenza, della disobbedienza civile.

A Firenze, il 21 settembre 2014, in continuità con l’Arena di Pace e Disarmo, abbiamo ascoltato testimonianze provenienti dai teatri di guerra e le voci di chi si oppone in Europa e nel mondo alle politiche di guerra, per fare assieme questo passo di pace. Abbiamo raccolto e lanciato concrete richieste alla politica, campagne che segnano un cambio di passo nelle proposte per la soluzione politica dei conflitti, per la pace, per i diritti, per la giustizia, per il disarmo e la difesa civile non armata e nonviolenta.

Le 12 proposte contenute nella piattaforma si trovano sui siti delle reti promotrici. Esse riguardano:
CAMPAGNA PER LA DIFESA CIVILE NON ARMATA E NONVIOLENTA
CORPI E INTERVENTI CIVILI DI PACE
CONFLITTI E MIGRAZIONI: FERMARE LE STRAGI, GARANTIRE IL DIRITTO DI ASILO
DISARMO E CONTROLLO DI ARMAMENTI E SPESE MILITARI
BASI MILITARI IN ITALIA  – IL CASO SARDEGNA
IRAQ – PER UNDICI ANNI, DALL’INVASIONE AMERICANA DEL 2003, LA GUERRA NON SI È MAI FERMATA
PALESTINA: PACE, GIUSTIZIA, LIBERTÀ, DIRITTI
SIRIA, DALLA RIVOLUZIONE ALLA GUERRA CIVILE
LE GUERRE IN AFRICA: IL CASO DELLA REGIONE DEL KIVU NELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO
SAHARA OCCIDENTALE
AFGHANISTAN: GLI ERRORI DELLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE E LE VIE DELLA PACE  UCRAINA – LE PROPOSTE DELLA SOCIETÀ CIVILE UCRAINA E RUSSA PER USCIRE DALLA CRISI

Le reti promotrici di un “PASSO DI PACE” sono:

Rete della Pace, Rete Italiana Disarmo,Sbilanciamoci,Tavolo Interventi Civili di Pace

Siti di riferimento:
www.interventicivilidipace.org  – info@interventicivilidipace.org
www.retedellapace.it  –  segreteria@retedellapace.it
www.sbilanciamoci.org  –  info@sbilanciamoci.org
www.rettedisarmo.org  –  info@disarmo.org

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