Piattaforma Pace in Siria e in Medio Oriente e adesioni (al 4.11)

Piattaforma Pace in Siria e in MedioOriente
(per adesioni: adesioni.piattaforma.pace@gmail.com
piattaforma pace Siria e Medioriente)

 

Piattaforma Pace in Siria e in Medio Oriente

Fermiamo la guerra in Siria,

Fermiamo le guerre in Medio Oriente,

Costruiamo la pace.

Lallontanamento dal territorio siriano da parte delle forze armate americane, lannunciata aggressione turca nei confronti del popolo curdo residente nel territorio della Siria del nordest, il successivo intervento russo al fine di comporre il conflitto, accettando nella sostanza le pretese territoriali della Turchia, confermano labbandono della popolazione curda al suo destino e la cacciata dei residenti dalla cosiddetta fascia di sicurezza. Ma mettono in luce anche linerzia e lincapacità di svolgere un efficace ruolo di mediazione sia da parte dellOnu che da parte della Ue.

Il mondo, e lEuropa in particolare, che avrebbe dovuto sostenere con tutte le proprie risorse, l’esperienza di integrazione e di convivenza tra le comunità etniche e religiose in corso nel NordEst della Siria, riconoscendo il sacrificio e la resistenza del popolo siriano e della sua milizia curda Ypg (Unità di protezione popolare), di cui una importante componente costituita da donne combattenti che si sono distinte per coraggio ed abnegazione, pagando un altissimo prezzo di vite umane, e riuscendo a sconfiggere lIsis, hanno invece tradito questa esperienza, rendendosi complici di una nuova violazione della sovranità siriana, della ripresa della guerra e provocando lalto rischio di un ritorno dei miliziani dellIsis alle loro attività belliche e terroristiche.

La guerra continua ad essere lunico strumento di composizione dei conflitti in Medio Oriente, dove si intrecciano laceranti contraddizioni mai sopite: la questione nazionale dei curdi, la legittima aspirazione ad uno Stato e un territorio per i palestinesi, la salvaguardia dellesistenza dello Stato dIsraele, la lotta per l’egemonia regionale che si avvantaggia della perenne rivalità fra sciiti e sunniti, il perdurare del conflitto in Yemen e la repressione violenta delle mobilitazioni popolari in Iraq e Libano che rischiano di degenerare e riaccendere nuovi focolari, la frammentazione della Libia, il contrasto fra regimi laici e regimi confessionali (tutte le petromonarchie sono a carattere teocratico), la questione economica per le ricchezze petrolifere in gran parte di quei territori, gli interessi economici e strategici delle grandi potenze, il ruolo devastante che ha avuto e può avere lIsis in Medio Oriente oltre che in Europa, in un quadro aggravato dagli interventi militari trascorsi in Iraq, in Libia, ed oggi nella stessa Siria che hanno comportato conseguenze catastrofiche per la stabilità dellintera regione.

Davanti a questo scenario così complesso e drammatico lunica via duscita è l’applicazione del diritto internazionale, multilateralismo per l’azione di mediazione e di risoluzione nonviolenta dei conflitti armati, mettendo al bando la guerra e le armi nucleari.

Noi, uomini e donne, cittadini e cittadine europee, migranti, rifugiati e richiedenti asilo, sentiamo il dovere di agire, di mobilitarci, di far sentire le nostre voci e le nostre ragioni a chi ci governa, a chi ha la responsabilità politica di fermare questa spirale di guerre e di violenze infinite.

Per questo rivolgiamo alle Nazioni Unite, alle istituzioni europee, agli stati membri, questa piattaforma di pace per porre fine alla guerra in Siria e nella regione Medio Orientale, per costruire la sicurezza ed il futuro di ogni popolazione, per ogni uomo e per ogni donna, in libertà e nel rispetto dei diritti umani universali e della libertà.

Per queste ragioni, sostenendo lappello delle donne curde a tutti i popoli che amano la libertà, chiediamo e ci impegniamo per:

  • la cessazione del fuoco senza condizioni e il ritiro immediato delle truppe turche e di ogni altro esercito e milizie straniere dal territorio della Siria;

  • limmediata sospensione di vendita di armi ed assistenza militare alla Turchia, come pure agli altri stati implicati in guerre nel Medio Oriente, da parte degli stati membri dellUnione Europea e in particolare dellItalia;

  • che sia garantita assistenza umanitaria e corridoi umanitari per la popolazione siriana vittima di questa nuova invasione, come pure il rispetto dei diritti umani per tutta la popolazione civile, senza discriminazione di etnia o religione;

  • il ritiro del contingente militare italiano dal confine tra Turchia e Siria;

  • una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle nazioni Unite per istituire una missione di forze di interposizione con mandato ONU per la protezione della popolazione siriana e per ripristinare condizioni di ricostruzione democratica, di convivenza tra le diverse comunità;

  • la costituzione di una commissione internazionale sotto legida dellONU per verificare leventuale uso di armi chimiche contro la popolazione siriana della regione della Rojava, del Ghouta; operazioni ed azioni militari che possano costituire crimini di guerra e/o azioni di vera e propria pulizia etnica di cui si sono rese colpevoli le parti coinvolte nel conflitto in questi anni ;

  • la costituzione di una commissione internazionale dinchiesta sotto legida dellONU per scoprire esecutori e mandanti dellassassinio di Hevrin Khalaf, segretaria generale del Future Syria Party, e dei suoi accompagnatori;

  • la sospensione di accordi commerciali e di associazione tra lUnione Europea e la Turchia;

  • il non rinnovo dellaccordo tra UE e Turchia per la gestione dei rifugiati provenienti dalla Siria e da altri paesi in guerra;

  • lattuazione, da parte dellUE e degli stati membri di una politica di accoglienza e di integrazione di ogni uomo o donna in fuga da situazioni di rischio e minaccia alla propria vita e dei propri cari, siano condizioni di povertà, di repressione, di persecuzione, di disastri ambientali, di guerre, accompagnando queste politiche con programmi di cooperazione, di investimenti, con accordi commerciali e di associazione coerenti e diretti ad eliminare le cause che obbligano le persone a fuggire in cerca di rifugio e di condizioni di vita dignitose;

  • la ripresa di una profonda riflessione da parte del Parlamento Europeo sul ruolo dellalleanza atlantica (NATO) e sulla necessità di avere una politica di difesa ed un esercito di difesa europeo;

  • il rilascio dei prigionieri politici e “verità e giustizia” per le vittime di sparizione forzata che in Siria;

  • togliere il PKK dalla lista delle organizzazioni terroriste.

  • riattivare il programma europeo per la riconversione industriale dellapparato militare, a sistemi dual e civile; mantenendo lapparato militare per scopi prevalentemente di difesa e non commerciali;

  • sostenere la società civile e democraticaquella siriana e delle altre popolazioni vittime di guerre e di regimi antidemocratici, quella turca che si oppone a Erdogan con programmi di promozione dei diritti umani, in particolare per la libertà di espressione, di comunicazione, di associazione;

  • promuovere iniziative di dialogo tra le comunità e di costruzione della democrazia dal basso.

Questa piattaforma è promossa da associazioni, sindacati, organizzazioni studentesche, artisti, sportivi, intellettuali, politici, pensionati, cittadini e cittadine, migranti, rifugiati, richiedenti asilo, che hanno a cuore i principi ed i valori su cui si fonda lUnione Europea, che si riconoscono nella carta universale dei diritti umani, che si impegnano e vogliono costruire una società giusta, libera e democratica. Libera da guerre e dalle armi. Libera da dittatori e regimi repressivi.

Roma, 29 ottobre 2019

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Adesioni al 04.11.119:

Adesioni nazionali

Afgana, ANPI, ARCI, Atlante delle Guerre e dei Conflitti, AUSER, Centro sociale Falcone e Borsellino  Aps, Centro studi Sereno Regis, CGIL, CIPAX, CNCA, Donne in nero, FIOM-CGIL, Giuristi democratici, Gruppo Abele, Lega dei Diritti dei Popoli, Legambiente, Libera, MGA – sindacato nazionale forense, Noi Siamo Chiesa, Peacelink, Rete Italiana Disarmo, Rete della Pace, Rete degli Studenti Medi, Sbilanciamoci!, Tavola della Pace,  Tavolo Saltamuri, Unione degli Universitari, Ufficio Informazione Kurdistan Italia (UIKI), Un ponte per, US ACLI

Adesioni locali,

Anpi del Trentino, Anpi Imola, Anpi solarolo sezione Teodosio Toni, Arci Lombardia, Associazione Culturale Mediterraneo (Acquedolci – Messina), Associazione Dimensioni Diverse-onlus – Milano, Associazione Percorsi di Pace (Casalecchio di Reno – Bologna), CAVA – coordinamento associazioni Vallagarina, Centro per la pace di Rovereto, CGIL Imola, Centro documentazione manifesto pacifista internazionale – Bologna, Comitato Pace e Convivenza Danilo Dolci di Trieste, Comitato Provinciale dell’ANPI (Imperia), Coordinamento Nord Sud del Mondo (Milano), La Genovesa cooperativa sociale onlus – Verona, Gruppo Emergency (Volterra – Pisa), Gruppo di Alba delle donne in nero contro la guerra, MIR di Vicenza, PRIMOLA – centro di promozione culturale, turistica e di ricerca Imola, Tavola della pace Val Cecina (Livorno), ULAIA ArteSud onlus – Perugia

Adesioni individuali

Aceto Pasquale (sacerdote) – Parrocchia “SS. Pietro e Paolo” – Papanice Crotone, Alba Alvise, Alba Maria Chiara, Alicchio Rita, Bonazzi Barbara, Brescia Francesco, Campioni Rita, Calabresi Francesco Saverio, Cangemi Sandra, Caruso Maria Chiara, Castellari Ilde, Cioli Donato, Colla Zaffoni Riccarda, Comuzzi Annalisa, Di Florio Alessio, Delluca Claudio, Dossi Elio, Fin Marta, Franzoni Maria Rosa, Frascati Liliana, Frigerio Roberto, Gamboni Flavio, Ghini Laura, Guarino Nicola, Laborda Ana, Monti Pierangelo, Navoni Amalia, Noseda Paolo Maria, Peratoner Toni, Perduca Paolo, Peyretti Enrico, Piacentini Leo,Truini Fabrizio, Ventre Carla

 

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