VIENNA – PROTEZIONE DEI CIVILI NELLE GUERRE URBANE

La campagna internazionale è coordinata in Italia dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra e ne fanno parte Campagna Italiana contro le Mine e Rete Italiana per il Disarmo.

VIENNA – AL VIA LA CONFERENZA INTERNAZIONALE SULLA PROTEZIONE DEI CIVILI NELLE GUERRE URBANE PER AFFRONTARE IL PROBLEMA DEL MASSIVO IMPIEGO DELLE ARMI ESPLOSIVE NELLE AREE POPOLATE

dichiarazione sulle armi esplosive

COMUNICATO STAMPA – Vienna 30 settembre 2019 –AUSTRIA CENTER VIENNA. Parte la prima conferenza internazionale di due giorni dedicata alla discussione del grave impatto umanitario rappresentato dalle armi esplosive nei centri abitati (EWIPA).  Novanta Stati, tra cui l’Italia, hanno annunciato la loro partecipazione e il risultato atteso è l’avvio delle negoziazioni per l’adozione di una dichiarazione politica internazionale per migliorare i meccanismi di protezione dei civili coinvolti nei conflitti nei contesti urbani.

L’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG), parte della rete internazionale INEW – International Network on Explosive Weapons e coordinatrice in Italia della campagna contro le armi esplosive “Stop alle bombe sui Civili”, di cui sono parte Campagna Italiana Contro le Mine e Rete Italiana per il Disarmo, seguirà i lavori insieme alla rete italiana, per rappresentare la sensibilità della società civile italiana sul tema.

Dichiara Giuseppe Castronovo, cieco civile di guerra e Presidente dell’ANVCG: “Oggi, insieme a Rete Italiana per il Disarmo e Campagna Italiana Contro le Mine, chiediamo a gran voce che l’Italia affronti con urgenza e determinazione il cammino verso una dichiarazione politica internazionale che abbia tra i principi cardine il riconoscimento che le armi esplosive nelle aree popolate causano enormi e inutili sofferenze alle popolazioni civili, che quelle con effetti a largo raggio vengano bandite del tutto e che vengano attuati dei sistemi di assistenza alle vittime”

Il problema dell’impatto umanitario delle armi esplosive nelle zone urbane è cresciuto di rilevanza negli ultimi anni. Secondo l’ONG britannica Action on Armed Violence, parte della rete INEW, dal 2011 al 2018 si sono verificati oltre 300.000 attacchi nelle zone urbane e le vittime civili sono state 231.909. Le stime riportano che il 90% delle vittime nelle guerre urbane appartiene alla popolazione civile. Recentemente l’uso delle armi esplosive nelle aree popolate è stato oggetto di un appello congiunto del Segretario Generale delle Nazioni Unite e dalla Croce Rossa Internazionale, che hanno chiesto agli Stati di rivalutare e adattare la scelta di armi e tattiche per evitare danni indiscriminati e inutili ai civili.

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Scheda sulla violenza esplosiva 2018

– Secondo Action on Armed Violence nel 2018 le vittime della violenza esplosiva in tutto il mondo sono state 32.110. Di queste, 22.342 sono civili (70%)

– Nel 2018 20.384 civili sono stati uccisi o feriti da armi esplosive usate in zone urbane

– Quando le armi esplosive sono usate nelle zone urbane, il 90% delle vittime appartiene alla popolazione civile. La percentuale scende intorno al 10-20% quando sono usate nelle aree non urbane, dove non c’è concentrazione di civili

– Per il primo anno, nel 2018, l’impiego delle armi esplosive da parte di attori statali ha causato tante vittime quanto gli attori non statali (rispettivamente 10.040 e 10.716)

– Rispetto al 2017 il numero delle vittime causate dall’impiego delle armi esplosive nelle aree popolate è diminuito del 30%. Questo è imputabile essenzialmente a due fattori: il primo è che molte zone di guerra non sono adeguatamente coperte dai media o da organizzazioni che possano registrare gli attacchi e le loro conseguenze; il secondo è che in Iraq e Siria si è assistito ad una ritirata dell’ISIS e ad una riduzione delle zone da essa controllate con conseguente decremento delle vittime

– Per l’undicesimo anno di fila è confermato la tendenza secondo cui i civili sono le principali vittime della violenza esplosiva (il cosiddetto “schema di danno”)

– Nel 2018 il 56% degli attacchi avvenuti con armi esplosive si è verificato in città

– La media mensile delle vittime civili corrisponde a 1862 (morti o feriti)

– La media giornaliera delle vittime civili è di 26 persone al giorno (morti o feriti)

INFORMAZIONI GENERALI

INEW è una rete internazionale di organizzazioni non governative che ha come scopo quello di mettere fine alle sofferenze umane causate dall’impiego delle armi esplosive nelle aree popolate.

Costituitasi nel 2011, oggi conta ben 37 associazioni e organizzazioni non governative da tutto il mondo.

INEW chiede agli stati e agli altri attori rilevanti di riconoscere che l’impiego di armi esplosive nelle aree popolate può causare gravi danni alle persone e alle comunità e ulteriori sofferenze dovute al danneggiamento delle infrastrutture vitali; battersi per contrastare tali conseguenze e sofferenze in ogni situazione, rivedere e rafforzare le politiche e le pratiche internazionali sull’uso delle armi esplosive e raccogliere e mettere a disposizione i dati rilevanti sul fenomeno; impegnarsi per la piena attuazione dei diritti delle vittime e dei sopravvissuti; elevare il livello degli standard internazionali, prevedendo la proibizione e la restrizione sull’uso delle armi esplosive nelle aree popolate.

Le armi esplosive nelle aree popolate sono state più volte identificate come un problema umanitario globale e prioritario nei rapporti sulla Protezione dei Civili nei conflitti del Segretario Generale delle Nazioni Unite e come la causa primaria di danni ai civili nei conflitti armati secondo le dichiarazioni di oltre 100 stati.

Lo scorso 18 settembre 2019 il Segretario Generale delle Nazioni Unite e il Presidente della Croce Rossa Internazionale hanno rilasciato un appello congiunto per fermare la violenza esplosiva causata da queste armi.

Nel 2017 INEW ha lanciato la campagna internazionale “Stop bombing towns and cities”, con il triplice scopo di incrementare la conoscenza e la consapevolezza dei danni causati dalle armi esplosive usate nelle aree popolate; formulare raccomandazioni agli Stati o agli attori non Statali ritenuti importanti per la causa affinché adottino politiche nazionali e standard internazionali per limitare i danni causati dalle armi esplosive e pianificare attività di sensibilizzazione e di pressione politica da parte delle organizzazioni della società civile, incluse ricerche, incontri con rappresentati istituzionali e parlamentari, campagne pubbliche e sviluppo di materiale di comunicazione per i media. La campagna internazionale è coordinata in Italia dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra e ne fanno parte Campagna Italiana contro le Mine e Rete Italiana per il Disarmo.

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